Nullità matrimonio canonico: Facebook acquisito come prova

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    Nullità matrimonio canonico: Facebook acquisito come prova

    Facebook sempre più spesso viene acquisito come prova nelle cause di nullità del matrimonio canonico, vale a dire quello celebrato in chiesa. Ad affermarlo, Monsignor Paolo Rigon, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico Ligure, che all’apertura dell’anno giudiziario, ha illustrato i dati delle cause discusse nel 2011.

    Ben 89 sentenze sono state emesse, delle quali 83 affermative e 6 negative, e 8 cause archiviate perché non sufficientemente fondate, ma la vera novità è la comparsa di pagine e pagine di Facebook fotocopiate e finite tra gli atti che sanciscono la nullità del matrimonio.

    Secondo il Tribunale ecclesiastico genovese nella società dei social network, della comunicazione globale, che mette tutto in piazza, nel segno della trasparenza (apparentemente) assoluta, le coppie scoppiano anche perché non ci si conosce affatto. Perchè marito e moglie sono sempre stati (e sono rimasti) due estranei a dispetto della moltiplicazione dei mezzi e delle possibilità per conoscersi.

    La piazza (virtuale) diventa sempre più spesso il luogo dove si scoprono tradimenti (reali) e dove emerge il lato oscuro della coppia, concludono gli uomini del Tribunale ecclesiastico. Il risultato diventa (talvolta) dolorosamente reale: ‘Sulle nostre scrivanie e nei fascicoli del Tribunale si stanno moltiplicando le fotocopie delle pagine di Facebook come motivo di prova‘.

    ‘Ognuno di voi pensi di trovarsi sposato con un marito o una moglie che porta in dote, senza che il coniuge lo sappia, milioni di debiti - ha detto al termine della relazione ufficiale Monsignor Paolo Rigon - è chiaro che la fiducia di chi è stato ingannato viene meno, probabilmente, se avesse saputo prima la situazione, non avrebbe celebrato le nozze. In questi casi è possibile ipotizzare che il matrimonio sia nullo‘.