Pranzo di nozze sudafricano in onore della futura principessa di Monaco

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    Pranzo di nozze sudafricano in onore della futura principessa di Monaco

    Saranno serviti piatti tipici del Sudafrica in onore della futura principessa di Monaco e prodotti tipici della regione monegasca in occasione del matrimonio di Alberto di Monaco e Charlene Wittstock che si celebrerà a Montecarlo il prossimo 2 luglio, nella corte d’onore del palazzo dei Principi.

    A dare l’annuncio è stato Christian Garcia, chef cuisinier di Palazzo, che penserà al pranzo dell’evento al quale prenderanno parte 4000 persone.

    Il principe è un fine gourmet – ha confidato al settimanale francese ‘Point de vue‘, Christian Garcia – Ama il cibo e la cucina mediterranea, soprattutto quella legata ai prodotti locali. Ma è anche una persona che ha sempre viaggiato molto – ha aggiunto nell’intervista – Conosce le tradizioni dell’Asia e della Thailandia‘.

    Per le nozze del principe Alberto e di Charlene Wittstock – ha proseguito Christian Garcia – ho preso informazioni sulla cucina sudafricana. Il piatto tradizionale si chiama ‘polki‘, una sorta di ragù di pecora. Cercheremo comunque di rivisitarlo e per così dire di… nobilitarlo‘.

    Così come per il matrimonio di William e Kate anche al matrimonio del Principe Alberto interverranno numerose teste coronate ma anche sudditi e cittadini comuni. A differenza di quello che fece suo padre Ranieri di Monaco che, quando sposò la bella Grace Kelly, volle che tutto fosse impeccabile e che, soprattutto, fosse rispettato il protocollo nonostante la vendita dei diritti in esclusiva alla televisione mondiale, Alberto ha voluto svecchiare la tradizione, inaugurando, forse, una nuova era.

    Intanto le voci circa la possibilità che il Principe Alberto di Monaco possa essere presto papà continuano ad inseguirsi insieme a quelle che la bella nuotatrice sudafricana abbia fatto ricorso all’inseminazione artificiale a Mosca. Se fosse vero, certo, fra sette mesi la pancia di Charlene sarebbe così evidente che nessuno si sognerebbe nemmeno lontanamente di attribuire la responsabilità al ragù di pecora!