Rito del matrimonio in dialetto, lo chiedono sposi bolognesi

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    Rito del matrimonio in dialetto, lo chiedono sposi bolognesi

    C’è chi per il proprio matrimonio sogna una location stravagante, c’è chi sogna un celebrante d’eccezione, c’è anche chi sogna che il rito nuziale venga celebrato nel proprio dialetto. Ad esprimere questo insolito desiderio sono stati due promessi sposi bolognesi.

    Fieri delle proprie origini ed evidentemente grandi amanti della tradizione popolare, questi futuri sposi hanno chiesto, ed ottenuto, che domani alle 10.30, nella Sala Rossa di Palazzo d’Accursio, a Bologna il loro matrimonio venga celebrato in dialetto bolognese.

    Nessuna variazione sarà apportata alla formula di rito stabilita dal Codice civile, che come di consueto verrà pronunciata in italiano.

    Soltanto dopo la celebrazione del matrimonio in italiano sarà chiamato Luigi Lepri, uno dei più noti studiosi della cultura e della lingua sotto le Due torri, che declamerà la stessa formula in dialetto. E che anticipa qualche frase per la stampa: ‘Tótt e dû i spûs i an al dvair ed dères da fèr pr i bisóggn dla famajja‘, ovvero ‘entrambi i coniugi sono tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia‘. E ovviamente non potrà mancare la domanda fatidica, che riferita allo sposo suona così: ‘Ló êl al sgnèr …? êl pròpi dezîs ed tôr par mujêr la sgnurénna … qué presänta?‘, cioè ‘Lei è il signor …? Intende prendere per moglie la qui presente …?‘.

    Non è la prima volta che Lepri celebra un matrimonio in dialetto: ‘Tutto è iniziato per scherzo poi la gente ha cominciato a chiederlo - ha dichiarato – Una volta [il dialetto] era una lingua popolare, oggi è d’élite‘.

    In Italia, il primo matrimonio in dialetto è stato celebrato due anni fa, a Como, ma quella che è iniziata come una trovata originale potrebbe trasformarsi in una vera e propria moda! Non credete?