Separarsi: capire quando è arrivato il momento

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    Separarsi: capire quando è arrivato il momento

    Basta con il per sempre. L’amore eterno pare non sia più di moda. Da un’indagine dell’Istat è emerso che il matrimonio italiano dura in media 15 anni. Come reagire? Certo non fa bene sentirsi dire: non ti amo più. O guardare, giorno per giorno, il vostro principe, il sogno della vostra vita, spegnersi. O andare avanti tra litigi e tensioni continue: è una non vita! Meglio affrontare la situazione di petto. Chiedetevi se ci sono le condizioni per riconquistarlo, per riprendere il rapporto. Altrimenti, lasciatelo andare.

    In genere ci si separa perché si ambisce ad una vita migliore: per sé stessi, per i figli (se ci sono), ed il partner. Certo lasciarsi non è mai piacevole: è un’esperienza che si avvicina molto, a parità di emozioni, a quella di un lutto. E questo a prescindere che si tratti o meno di una separazione consensuale, o no. Però non scoraggiatevi. D’altronde lo dice anche la saggezza popolare: morto un Papa, se ne fa un altro. E se anche non fosse, poco male! Meglio da sole che con uno sconosciuto che vi gira dentro casa! Il numero di separazioni e divorzi è aumentato notevolmente negli ultimi 13 anni.

    Nel 1995 le separazioni erano 158 e 80 divorzi ogni mille matrimoni. Nel 2008, invece, le separazioni sono salite a 286 e i divorzi a 179. Dati alla mano: le separazioni si sono duplicate e i divorzi sono cresciuti oltre la metà. Gli incrementi, tra l’altro, si sono verificati in un momento storico in cui le coppie che scelgono di salire sull’altare sono in diminuzione. Quando le strade si separano, i coniugi, in genere hanno condiviso 15 anni di vita insieme, 18 se si arriva al divorzio.