Sposati da 20 anni: la Cassazione non annulla il matrimonio

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    Sposati da 20 anni: la Cassazione non annulla il matrimonio

    No all’annullamento dei matrimoni di lungo corso. Lo ha deciso la Cassazione che ha accettato il ricorso di una donna veneziana ripudiata dopo 20 anni di nozze. Il marito aveva ottenuto l’annullamento del matrimonio, ma la Suprema corte ha ribaltato la sentenza. In pratica, i giudici italiani non possono convalidare l’annullamento ecclesiale dei matrimoni concordatari nei quali la convivenza tra i coniugi si sia protratta per lunghi anni o, comunque, per un periodo di tempo considerevole.

    La Suprema Corte ha dato parere negativo al quesito posto da Maria Lorenza R., la moglie ripudiata dal marito dopo due decenni di convivenza con la scusa che la signora gli avrebbe taciuto la sua contrarietà a mettere al mondo figli. La nullità del matrimonio non può essere riconosciuta, è stata la risposta dei supremi giudici. Così il ricorso della signora è stato accolto e cassata invece la sentenza con la quale il marito aveva ottenuto l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota. La Corte di Appello di Venezia, l’11 giugno 2007, aveva convalidato la nullità del matrimonio di Maria Lorenza e Gianpaolo V. sancita dal Tribunale ecclesiastico regionale ligure nel novembre 1994, e dichiarata esecutiva dal 2001.

    A chiedere l’annullamento era stato il marito sostenendo che le nozze celebrate nel giugno del 1972 erano viziate poiché la moglie – sosteneva lui – gli aveva taciuto di non volere figli, dunque era escluso uno dei bona matrimoni, gli elementi che danno vitalità alle unioni concordatarie. Dando ragione al reclamo di Maria Lorenza, la Cassazione – sentenza 1343 – spiega che la successiva prolungata convivenza è considerata espressiva di una volontà di accettazione del rapporto che ne è seguito e con questa volontà è incompatibile il successivo esercizio della facoltà di rimetterlo in discussione, altrimenti riconosciuta dalla legge.

    In pratica, dopo tanti anni, per mettere fine alla vita a due bisogna intraprendere la strada della separazione giudiziale senza cercare la scorciatoia della nullità, che mette al riparo dal dover pagare l’assegno di mantenimento alla ex ma viola i principi del nostro ordinamento.