Turismo del divorzio: 9 mila coppie in 7 anni si sono dette addio in tribunale estero

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    Turismo del divorzio: 9 mila coppie in 7 anni si sono dette addio in tribunale estero

    Il turismo del divorzio è drammaticamente in ascesa in Italia, negli ultimi 7 anni sono circa 9 mila le coppie che si sono rivolte ad un tribunale straniero per porre fine in tempi brevi al proprio matrimonio e, il numero dei turisti del divorzio è destinato a crescere nei prossimi anni.

    A denunciare la grave situazione è l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Ami, Associazione avvocati matrimonialisti italiani.

    Mentre il legislatore italiano sta decidendo sul varo del divorzio breve, tra un mare di polemiche e contrapposizioni i nostri compatrioti stanno ingrossando il fenomeno tutto italiano del turismo divorzile – sottolinea Gassani, e chiarisce – gli italiani sono stanchi delle nostre leggi e dei tempi biblici per ottenere il divorzio nel loro Paese. All’estero è possibile divorziare subito senza passare per la fase della separazione. In media in Italia quando la coppia è d’accordo su tutto (casa, mantenimento e affidamento dei figli) per ottenere il divorzio, devono passare almeno quattro anni. Quando invece vi è un conflitto e vi sono sbocchi in appello e in Cassazione si arriva ad attendere dagli otto ai dodici anni per ottenere lo stato libero‘.

    L’Ami segnala il proliferare in Romania di vere e proprie agenzie, legali, che invitano gli italiani a divorziare all’estero. Secondo l’Ami, il costo dell’operazione in Romania è di circa 3500 euro, in Spagna di 7000 euro, in Francia di 13.000, in Inghilterra di 15.000. In Romania in particolare sarebbero sorti ‘i pacchetti tutto compreso‘. Le agenzie, con una spesa di 4000 o al massimo di 4500 euro si occupano di tutto: viaggio, soggiorno, pratiche per chiedere la residenza in loco per il periodo necessario al divorzio, assistenza legale, interprete.

    Si calcola che negli ultimi 7 anni circa 9 mila coppie hanno adito il giudice straniero per ottenere il divorzio, ma i numeri sono destinati ad aumentare - segnala l’Ami – perché in Italia 4 coppie su 10 finiscono in Tribunale‘.