Alberta Ferretti: fiori, pizzi e ricami nel 2011

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    C’erano una volta delle bambine che sognavano di essere delle belle principesse. Alberta Ferretti è tornata più romantica che mai con una collezione costellata da chiffon, fiori e tanto glamour. Messa da parte la linea Philosophy, di chiara ispirazione orientale, la stilista dichiara che le ‘donne vogliono cambiare e per farlo la fantasia è importante‘. Con questa collezione la Ferretti offre molteplici versioni di un unico punto di vista: pieghe che si muovono dolcemente, abiti vivi dal taglio avvolgente o legati a dettagli o rifiniture particolari.

    Nella Spring – Summer 2011 la fantasia è usata come punto di partenza per costruire e avere una visione fiabbesca della femminilità. La componente chiave è la purezza di un abito complessivamente semplice, cosparso di flora e fauna, abbinati a sandali bassi in corda e cappello in paglia a larghe tese, tra i must del 2011, a sottolineare la grazia e la femminilità della donna. Nel complesso vi sono capi di abbigliamento caratterizzati da pizzi, ricami, e tessuti leggeri. C’è un pizzico di eccentricità nella collezione primaverile di Alberta Ferretti, ma anche un impegno serio verso il romanticismo, attenzione che mette soprattutto nei suoi abiti da sposa unici e sempre riconoscibili.

    Sebbene la Ferretti abbia cercato un equilibrio più ‘urbano’, visibile in alcuni capi come i bermuda o gli shorts, le tinte solide, come il verde militare o il sabbia, alla fine l’ago della bilancia sembra invece cadere verso gli abiti lunghi che cadono giù leggeri e dolcemente seguono l’andamento del corpo. Un cambiamento di pensiero non completamente diverso dalla linea primavera estate di Philosophy, sempre della Ferretti, caratterizzata anch’essa da una fusione di diversi stili e culture, ma espressa in maniera attraverso colori audaci, tessuti gioielli, stampe oleografiche. Una straordinaria bellezza cromatica che invece non trova riflesso nell’Alberta Ferretti Sping 2011, la cui protagonista è diciamo una donna ‘normale’, che però non rinuncia a mettersi in mostra, attraverso trasparenze, cura per il dettaglio, abiti lunghi e corti, ma sempre audaci o nel taglio o nelle scollature. Una collezione che lascia quindi spazio all’immaginazione e alla fantasia, appunto, ma non troppo.