Altuzarra: la decostruzione del Tribale

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    Niente piace a una folla come vedere un giovane designer assumersi rischi in maniera sofisticata. Per un risultato abbastanza soddisfacente, basta mettersi alla ricerca di un processo creativo ed esplorare nuovi percorsi, proprio come ha fatto Joseph Altuzarra.

    Fashion designer, operante tra New York e Parigi, nonostante la sua giovane età, pare sia molto esigente. Altuzarra si lascia trasportare, influenzare da diversi concetti. Gioca con i materiali, i tessuti, le forme: osserva e crea quasi come se avesse davanti una tela bianca. E così tra uno sguardo ad internet e uno ai film di fantascienza, la giovane promessa della moda statunitense crea una linea dagli aspetti contrastanti tra insoliti patchwork e accessori accostati con cura. Paradossalmente, nulla è lasciato al caso.

    Per la stagione primavera – estate 2011 lo stilista focalizza le sue attenzioni principalmente su mini abiti da sera o per il quotidiano, cinture, pantaloni svasati, giacche, per una donna assolutamente elegante. Duchesse bianche camminano sulla passerella come fossero angeli (o robot?), i materiali hanno il compito di esaltare il grande lavoro di sartoria e l’attenzione verso le forme irregolari, mentre lo stile tribale viene decostruito e portato nel quotidiano attraverso cinture in cuoio, pitone, oro brillante, e ancora, spalline, forme coniche, triangolari, quadrate, tute con strisce geometriche, tessuto metallizzato, effetto neon. Abiti moderni che prendono però in prestito dagli anni sessanta alcuni dettagli, realizzati avendo in mente colori ben definiti. Una collezione caratterizzata dal caos, dalla quotidianità, da sguardi intensi e provocatori, calda e allo stesso tempo fredda. Cotone e raso si guardano e si ammirano. L’insieme è qualcosa di ingenuo e straordinariamente creativo. Il nuovo rischio a cui va incontro Josep Altuzarra è quello di sperimentare in maniera estrema, ma il suo azzardo affascina e conquista.