Campagna pubblicitaria shock: foto di Suit Supply

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    L’Olanda è un paese notoriamente liberale ed effettivamente per riuscire a scandalizzare gli olandesi ogni volta ci vuole qualcosa di più forte. Per quest’anno ci ha pensato il brand di abbigliamento maschile Suit supply, con la sua nuova campagna pubblicitaria shock, Shameless. L’idea nasce da un problema reale che il marchio olandese si è trovato ad affrontare: l’impossibilità di emergere sullo strapotere esercitato dai marchi ultra noti che dominano buona parte del mercato europeo, tenuto conto che Suit Supply è presente soltanto in quattro paesi. Per cercare di abbattere la concorrenza ha fatto ricorso ad una massima nota nel mondo del marketing: “L’importante è che se parli, nel bene o nel male”.

    E infatti i creativi della compagnia Suit Supply hanno lanciato una campagna pubblicitaria dall’intenso sapore maschilista, che ha portato alle solite conseguenze.

    Londra si è trovata invasa da manifesti con uomini in giacca e cravatta che “manipolano” donne (in atteggiamenti inequivocabilmente sessuali), come fossero burattini alla loro mercé.

    E anche se la città in passato è stata protagonista di campagne shock, questa si è spinta verso lidi più estremi, tanto che l’Autorità Garante della Pubblicità ne ha chiesto l’immediata rimozione.

    Ci troviamo di fronte ad una campagna pubblicitaria semplicemente provocatoria oppure all’ennesima mercificazione del corpo femminile e ad un inutile volgarità?

    La strategia adottata da Suit Supply in realtà è molto chiara e con una duplice finalità: da un lato rompere il muro del monopolio commerciale esercitato esclusivamente da alcuni marchi in tutta Europa e dall’altro dimostrare che un abito non è solo una copertura del nostro corpo, bensì un mezzo, per esprimere messaggi, lanciare segnali, anche di carattere sessuale a chi ci sta osservando.