Fashion Food: moda da mangiare

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    Arriva dall’Oltremanica la moda degli abiti commestibili.

    Abiti che non hanno nulla da invidiare a quelli composti di stoffe e lustrini, tutt’altro!

    Sono belli da vedere, stravaganti quanto basta e sono ottimi se la pancia si lamenta per la mancanza di cibo.

    Durante la London Fashion Week del 2010 una studentessa britannica, Emily Crane, ha realizzato molteplici abiti da mangiare che hanno sfilato in passerella. Un colpo alla vista e un altro al gusto!

    Gelatina, alghe e tinture per alimenti. E poi maiale, pollo, lamponi, uva e vaniglia.

    E il suo armadio ideale è un frigorifero!

    L’idea della stravagante Emily Crane? Risvegliare la creatività delle persone e spronarle a realizzare abiti ‘coltivati’ da sé stessi!

    Virginia Anastasiadou Levi ha ideato abiti di cioccolato, caramelle e canditi che hanno sfilato in Grecia.

    Non solamente i nuovi fashion designer hanno idee alternative.

    Jean Paul Gaultier, big della moda, ha creato abiti di pane, vere e proprio favole di carboidrati unite le une alle altre in un intreccio di sapori. Si sente il profumo solo a guardarli!

    Anche Christian Louboutin ha aderito all’idea del fashion food. I suoi stiletti dai vertiginosi tacchi a spillo sono stati trasformati in dolcetti colorati.

    E al Salon du Chocolat de Paris hanno sfilato decine di modelle con abiti realizzati rigorosamente con tutti i tipi di cioccolato. Quanta dolcezza in passerella!

    E se vi rivelassi che persino la Coldiretti ha fatto sfilare modelle con abiti da mangiare per la promozione della ‘Campagna Creativa’? Per risvegliare l’agricoltura e risollevarla dalla crisi si è pensato alla moda.

    Abiti realizzati con i prodotti naturali della terra hanno sfilato lo scorso 15 ottobre sul lago di Como.

    Oltre ai vestiti anche accessori realizzati con pane, peperoncino, zucca e fichi.

    Are you hungry?