La modella di Intimissimi Shlomit Malka indigna il web: “Volevo fare la ricercatrice”

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    La modella di Intimissimi Shlomit Malka indigna il web: “Volevo fare la ricercatrice”

    La modella di Intimissimi Shlomit Malka indigna il web con le sue dichiarazioni, confessando di aver rinunciato a una carriera da ricercatrice per diventare modella per il celebre marchio di intimo. Le contestazioni vengono soprattutto dalle donne che hanno ascoltato le sue parole nel video, le stesse che acquistano i prodotti del marchio ogni giorno e che si sono sentite pesantemente offese dalla leggerezza delle affermazioni della modella.

    La collezione Primavera/Estate 2015 di Intimissimi è stata molto apprezzata dalle fashion victim quest’anno, ma l’ultima trovata pubblicitaria del brand ha lanciato in molti senza parole. Shlomit Malka, caporale dell’esercito israeliano e ricercatrice per la facoltà di fisica, su richiesta dell’azienda ha girato un video in cui racconta la sua storia. Con l’hashtag #ImAStory, la modella dice: “Mi chiamo Shlomit. Volevo diventare ricercatrice. Poi, per caso, sono diventata il volto di Intimissimi. Questa è la mia storia”.

    Negli ultimi anni sempre più marchi “pescano” i loro testimonial nel mondo dei social, è già successo in diverse occasioni. Nel campo di Shlomit, è stato Instagram a farla notare dal marchio, il vero problema però è nel poco peso dato alle sue parole dai pubblicitari di Intimissimi che hanno scelto questo tipo di campagna.

    I commenti delle donne al video sono i più disparati, e quasi tutti negativi. Un utente scrive “Noi che non siamo nate con un corpo da sirena e un volto divino, noi che ci teniamo di più a finire l’università o raggiungere il lavoro dei nostri sogni, noi compriamo le mutande e i reggiseni. Se volete parlare a noi, non prendeteci in giro”. E non manca l’ironia di chi commenta: “Volevo fare il chirurgo in Africa, poi i pubblicitari hanno visto la mia prima di reggiseno e il mio metro e 63 di bassezza, mentre studiavo come una disperata in biblioteca e mi hanno scelto come nuovo ‘volto’ della campagna. A malincuore ho dovuto abbandonare la mia vocazione. That’s my story!

    Insomma, gestire la situazione con un po’ più di tatto non avrebbe fatto di certo male all’azienda, non siete d’accordo?