La personal shopper, ecco cosa voglio fare da grande

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    Che cosa occorre sapere per diventare consulente per gli acquisti? Si può trasformare un hobby in una professione? Personal shopper è una figura professionale nuova e sempre più richiesta, molto ambita dalle donne di tutte le età. Si può trasformare un hobby in una professione? Assolutamente sì, ma non tutte possono diventare delle brave consulenti, essere vittime dell’acquisto compulsivo non basta.

    Si può unire però l’utile al dilettevole anche perché chi non ama la moda e i negozi non potrà fare questo lavoro con la dovuta passione e serietà. Una personal shopper è una consulente per gli acquisti, professionale e imparziale. Accompagna le donne e gli uomini a fare shopping con lo scopo di far risparmiare loro tempo e denaro. È richiesta soprattutto negli hotel, come servizio ai clienti. Cosa deve sapere? Le lingue innanzitutto. Il suo lavoro è soprattutto con gli stranieri, che non conoscono la città, hanno pochi giorni per visitarla e meno ancora per fare acquisti. Poi deve essere un’esperta di moda e trend, deve avere contatti con le migliori boutique della città e deve sapere dove trovare capi firmati ai prezzi migliori. L’aggiornamento deve essere continuo e quasi quotidiano. Deve saper individuare le nuove tendenze, deve sapere tutto di moda e deve conoscere alla perfezione le utlime collezioni dei più grandi stilisti. Occorre avere alcune qualità che non si imparano necessariamente sui banchi di scuola. Una personal shopper deve saper entrare in sintonia con il/la cliente in brevissimo tempo. Deve capire che cosa serve realmente all’acquirente, che tipo di uso farà di quel prodotto, come lo indosserà, in quali occasioni. E deve saper cogliere la personalità di chi le sta di fronte. Spesso chi fa acquisti da solo compra sempre lo stesso genere di capi. Sta alla personal shopper dare la dritta giusta individuando quel lato del carattere che non ancora emerso e che la moda può mettere in luce. Esistono corsi per personal shopper in diverse città italiane. Se decidete di frequentarne uno, cercate in rete e avrete l’imbarazzo della scelta. Prima di iscrivervi, però, cercate di entrare in contatto con qualche ex allieva per sapere come si è trovata. Iniziare è sempre dura. Magari i primi mesi è meglio tenere in piedi un secondo lavoro per arrivare a fine mese. Si comincia mettendo online un sito internet bello e professionale, si fanno stampare dei biglietti da visita con tutti i vostri dati, sito compreso, e si distribuiscono a hotel e negozi e outlet, per iniziare a creare una rete di contatti. Naturalmente una personal shopper deve essere sorridente e cortese e anche un po’ psicologa.