Paul Smith: donne vestite da maschi

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    La storia del designer di abbligliamento da uomo entra finalmente nel business di quello per le donne seguendo il concetto che ‘una ragazza indossa gli abiti del ragazzo’. Di conseguenza una ragazza ama gli abiti da ragazzo. Ed è per questo che la collezione donna primavera estate 2011 di Paul Smith è molto, ma molto maschile. Assieme a Fred Perry, Abercrombie & Fitch, H&M, Liu Jo, Ralph Lauren, Harmont & Blaine, Refrigue, la Paul Smith è tra i brand che vanno per la maggiore tra gli adolescenti che soprattutto in UK dettano tendenze.

    E dire che 12 anni fa le creazioni del designer inglese nacquero proprio per soddisfare la sua sensibilità femminile; oggi Smith torna in maniera gradito con una collezione che va alla ricerca di una espressione originale, anche se riprende uno stile prettamente maschile, prendendo difatti in prestito dal guardaroba del proprio uomo giacche, pantaloni, gilet (che diventano body), talvolta anche esagerando. Camicie a righe, shorts, indossati con acconciature trendy che giocano su attuali tagli di capelli corti da vero teddy-boy e occhiali da sole a forma di occhi di gatto o eyewear dalle linee vintage. Donne dandy, uscite dai Club privati maschili, ma lucenti in abiti cangianti e ingioellate con monili in oro che fanno da contrasto ai ‘gentili’ fiori e pois. Una collezione regale in cui il vorticoso multicolore diviene il simbolo della prossima estate, eccentrica e maliziosa. Donne che si sentono a proprio agio nei capi maschili, decostruendo un modo di vivere tradizionale e schematizzato. Gli abiti da sera canonici o l’abito chic, simbolo della moda autunno-inverno 2010, sono nascosti in soffitta per lasciare spazio a pantaloni a gamba larga, maxi, mini abiti dal taglio sorprendente e accattivante. Raso, volant e cotone si inseguono perfettamente, incastrandosi magicamente e dando vita a capi di abbigliamento che sicuramente conquisteranno nella calda stagione per il loro stile unico.

    Una carriera, quella di Paul Smith, iniziata paradossalmente alle’età di 16 anni, quando spinto dal padre il designer iniziò a lavorare presso un magazzino di abbigliamento nel suo nativo quartiere di Nottingham, sebbene la sua vera passione fosse lo sport e la sua ambizione fosse diventare un ciclista professionista. A 17 anni purtroppo ebbe un brutto incidente in bicicletta che non gli permise di proseguire. Paul Smith passò sei mesi in ospedale e in questo arco di tempo si fece numerosi amici, che ricontrò poi in giro per locali, fino a giungere in un pub frequentato da studenti di una scuola d’arte locale. Parlando di Mondrian, Warhol, Kokoshka, David Bailey e ascoltando i Rolling Stones, Miles Davis e molto altri, Paul Smith capì di volere essere parte di un mondo colorato pieno di idee e di entusiasmo. Nel 1970 il designer apre la sua prima boutique a Nottingham con l’incoraggiamento della sua fidanzata Pauline Denyer (oggi moglie) e una piccola somma di denaro messa da parte come fonte di risparmio. Successivamente prende lezioni serali di sartoria e finalmente nel 1976 Smith mostra la sua prima collezione maschile a Parigi con l’etichetta Paul Smith, per poi affermarsi nel giro di 20 anni come uno dei principali stilisti e designer britannici. Paul Smith ha la capacità di anticipare e suscitare nuove tendenze non solo nella moda, ma anche nel contesto più ampio riguardante la cultura popolare. Riesce a trasmettere un autentico senso di humour e malizia, unito al suo amore per la tradizione e il classico.