Prada: alla Milano Fashion Week vanno in scena gli anni ‘20

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    Tripudio di flapper girls per la stilista e imprenditrice italiana Miuccia Prada. Giacche dal taglio maschile, abiti dalle medie lunghezze, stole e colori vivaci caratterizzano la linea d’abbigliamento realizzata per il prossimo anno.

    Collezione primavera 2011 ispirata al jazz, all’icona Josephine Baker (cantante e danzatrice statunitense, afroamericana celebre per il suo costume con gonnellino di banane), alla mascolinità dei primi anni del XX secolo. Interpretazione del moderno e influenze retrò, righe, colori brillanti e motivi appartenenti alla cultura latina, scendono in pista portando senso del dramma sulle passerelle milanesi. Definite ‘le scimmie del business’ le modelle di Prada, sfilano determinate indossando vestiti che trasmettono essenzialità ed eccentricità allo stesso tempo. Il messaggio è che la città è una giungla in cui lo stile è necessario. Glamour banalizzato e interpretato da abiti – uniformi, tinteggiati di nero, arancio, verde, blu elettrico. Gioca con il rock, la dolcezza, la severità e la fantasia Miuccia Prada mescolando lo stile degli anni ’20–’30 a quello dei giorni nostri. Stole di pelliccia di volpe sono portate in mano, quasi come se fossero accessori simili a pochette. Il dettaglio da sottolineare è rappresentato dall’uso di un tipo particolare di cotone, giapponese. Per le calzature la designer sceglie zeppe con gomma e corda, decisamente alte, ma abbinate a tailleur che vanno oltre il ginocchio l’effetto complessivo è quello di una figura femminile accorciata e non slanciata.

    Una linea tutto sommato coraggiosa, molto barocca nel suo genere, basata fortemente sulla creatività, sull’esagerazione, sull’immaginazione, che trova la sua pace nella realizzazione sartoriale. Un cambio di direzione inaspettato ma attento al mondo dei giovani per la stilista italiana che per la prossima stagione primaverile punta ad un guardaroba colorato, intraprendete, espressione di una donna vivace, ardita, indipendente.