Suicidio della mamma di Isabelle Caro: anoressia e sensi di colpa

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    Suicidio della mamma di Isabelle Caro: anoressia e sensi di colpa

    Isabelle Caro era la modella icona della campagna condotta nel 2007 con Oliviero Toscani contro l’anoressia che fece discutere persone di tutto il mondo. Oggi a Roma la madre della modella si è suicidata perché si sentiva colpevole nei confronti della figlia. Marie Caro, secondo le rivelazione del compagno Christian, soffriva enormemente per la scomparsa della figlia; si sentiva responsabile di aver fatto ricoverare Isabelle Caro, modella simbolo della lotta all’anoressia, in un ospedale francese per curarla contro la disidratazione.

    Marie Caro era una signora molto forte, una donna ma soprattutto una mamma. Sopraffatta dal senso di colpa e dalla morte della modella icona della lotta contro l’anoressia, ha deciso di compiere un gesto estremo e togliersi la vita.

    Aveva solo 28 anni Isabelle Caro quando ci ha lasciato. La sua morte è avvenuta solo lo scorso novembre e ha scosso il mondo che discuteva della sua fisicità e della sua malattia quando nel 2007 si spogliò per la campagna shock No Anorexia. Mostrò il suo corpo scarno, scheletrico, un corpo che nel suo complesso pesava solamente 25 chili. Una campagna che doveva far aprire gli occhi alle ragazze vittime dell’anoressia, agli stilisti che richiedevano modelle sempre più magre, alla società che voleva uniformare le donne sotto la taglia 40.

    Le polemiche che colpirono Oliviero Toscani per la campagna condotta per Nolita a favore della lotta contro l’anoressia furono incessanti. L’intento era quello di scuotere le coscienze, voleva assieme alla modella e al suo team togliere i paraocchi dalle persone che sostenevano la magrezza e mostrare cosa uno stereotipo della società potesse provocare.