Abuso di alcol: il binge drinking causa ansia e depressione

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    Abuso di alcol: il binge drinking causa ansia e depressione

    I giovani col vizio di bere diventeranno adulti ansiosi e depressi. Danni a lungo termine, dunque, per chi fa abuso di alcol fin dall’adolescenza. La tesi della statunitense Loyola University, presentata al meeting della Society for Neuroscience di San Diego, non è certo il primo campanello dall’allarme su questo argomento. Da tempo, orami, si ha sentore delle pericolose conseguenze del binge drinking che è il termine con cui si fotografa una realtà emergente e sotto gli occhi di tutti. E’ il modo frequente con cui i più giovani consumano i drink alcolici: in gran quantità e velocemente, tutto d’un fiato. Primo cicchetto, secondo cicchetto e così via, fino a cinque o sei bicchierini.

    Chi ha preso questa abitudine dimentica di sorseggiare perfino un buon calice di vino o un rum invecchiato. Il risultato è prevedibile: dopo aver buttato giù una dose di alcol ben superiore a quella che l’organismo può smaltire, ci si ubriaca di sicuro. Negli ultimi anni il binge drinking è diventato un vero fenomeno sociale e psicologico a cui dover prestare la giusta attenzione. Le preoccupazioni, infatti, non sono legate solo alle sbornie, ai diretti problemi di salute, o alle immediate conseguenze che l’alcol può avere -in primis il numero degli incidenti stradali causati dalla guida in stato d’ebbrezza-. La ricerca capeggiata dal professor Tony Park sostiene, appunto, che è in futuro che si faranno i conti con le ‘follie giovanili’: da adulti, i 15-16enni che oggi alzano il gomito con tanta facilità, si ritroveranno a combattere contro ansia, depressione e stress. L’eccesso di alcol dà vita ad alterazioni dell’apparato celebrale di tipo permanente, sostengono i ricercatori al termine di un esperimento con cavie di laboratorio. Topini giovani che forse avrebbero preferito ‘sballarsi’ in un altro modo.