Alimentazione sana: nuove direttive per le insalate in busta

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    Alimentazione sana: nuove direttive per le insalate in busta

    Igiene, sicurezza e qualità sono le caratteristiche che devono possedere i cibi per una alimentazione sana. Tra i prodotti più venduti al supermercato ci sono le verdure imbustate, dette anche ortaggi di quarta gamma, e pronte all’uso, così comode e pratiche da essere acquistate dal 50% circa dei clienti. Per favorire e tutelare i consumatori la recente approvazione di una legge (ad opera della Commissione Agricoltura nella Camera) provvederà a fornire ulteriori garanzie sull’igiene. Vengono infatti regolamentati tutti i passaggi relativi alla preparazione, al confezionamento e alla distribuzione delle insalate in busta.

    Prima del provvedimento, questi prodotti non potevano essere tracciati per cui non era possibile identificare la loro provenienza e inoltre la mancanza di norme igieniche precise non garantiva una sicurezza per la salute al 100%, tanto che viene ancora consigliato il lavaggio delle verdure una volta aperta la busta.

    La legge appena approvata prevede anche che sulla confezione siano riportate delle istruzioni chiare che permettano al consumatore un’alimentazione sana e la migliore conservazione del prodotto ; infatti, al fine di mantenere la freschezza dell’insalata e di evitare un’eventuale contaminazione da parte dei batteri, è necessario mantenere una temperatura compresa fra i 6 e gli 8 gradi.

    Per la cronaca, è stata svolta un’indagine dal Salvagente portato alla luce i nomi dei due marchi di insalate che presentano il quantitativo minimo di contaminazioni: Bonduelle e Dimmidisì. Ma la qualità e la sicurezza sono direttamente proporzionali al prezzo: per Bonduelle parliamo di quasi 16 euro al chilo, mentre per Dimmidisì si arriva ad oltre 18. Sicuramente un problema per le tasche, ma anche un vantaggio notevole per la salute, visto che i costi aggiuntivi sono giustificati dalla perizia con cui viene preparato e controllato il prodotto.