Alimentazione sportiva: le donne rischiano la triade dell’atleta

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    Alimentazione sportiva: le donne rischiano la triade dell’atleta

    Anche se gli eventi sportivi più seguiti sono quelli maschili noi donne amiamo molto lo sport e lo pratichiamo con frequenza e regolarità. Sicuramente l’attività fisica ma bene al corpo: ma questo è vero sempre? Nel 1992 l’American College of Sports and Discipline Medicine ha diagnosticato la cosiddetta triade delle atlete: si tratta appunto di una patologia che colpisce le donne sportive e che presenta essenzialmente tre sintomi. Il primo campanello d’allarme sono i disturbi alimentari a cui seguono osteoporosi e amenorrea: il regime alimentare si fa sempre più disordinato, le ossa divengono fragili e le mestruazioni tendono a scomparire.

    A rischiare di ammalarsi sono soprattutto le giovani professioniste che fanno sport agonistico e non si nutrono correttamente ma in generale possono essere soggette tutte le donne che praticano molta attività fisica senza bilanciare con la giusta alimentazione lo sforzo. Ad allertare sul problema è Riccardo Dalle Grave, presidente dell’Aidap, ovvero Associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso: nella classifica degli sport più pericolosi sotto questo punto di vista ci sono ovviamente quelli che richiedono un corpo magro, quindi soprattutto maratona, danza, salto con l’asta, ginnastica artistica e nuoto. Sicuramente le pressioni a perdere peso da parte di allenatore o membri dello staff atletico non aiutano e rischiano di compromettere la salute delle donne. L’esperto elenca anche i principali comportamenti che dovrebbero insospettire parenti e familiari: la riduzione drastica delle porzioni a tavola, l’abitudine di saltare i pasti o di andare al bagno subito dopo mangiato etc. Dato il numero crescente di atlete anche molto giovani si tratta di un problema che non va assolutamente sottovalutato.