I cibi grassi creano dipendenza? È colpa del Dna

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    I cibi grassi creano dipendenza? È colpa del Dna

    Appena vedete un hamburger con maionese e patatine fritte non riuscite a resistere? Un invito a cena è diventato quasi un incubo perché non potete dire di no a carboidrati e latticini? Se i cibi grassi creano dipendenza forse il vostro problema è genetico.

    Una ricerca pubblicata sul Journal of Neuropsychopharmocology da Alasdair MacKenzie, dell’università di Aberdeen in Scozia, avrebbe scoperto l’esistenza di un interruttore che induce determinati soggetti a consumare cibi e bevande grasse, comprendendo in queste categorie anche l’abuso di alcolici.

    Il gene in questione sarebbe quello della Galanina che risiede nell’ipotalamo, nell’area destinata a regolare l’appetito. Questo interruttore agisce sulla Galanina spingendo a una dipendenza verso i cibi grassi. Esisterebbero poi delle differenze nelle diverse aree del mondo: gli occidentali sono la popolazione che più di altri utilizza troppo questo interruttore. I più controllati a tavola? Gli asiatici.

    La spiegazione della dipendenza da cibi grassi sarebbe legata anche all’evoluzione. Gli antenati europei, per riuscire a resistere ai ghiacci e alle rigide temperature di un tempo, hanno sviluppato una naturale predisposizione per questo tipo di alimenti. Il nostro cervello sarebbe quindi programmato per portarci verso alimenti come latticini o birra.

    I problemi legati a questi cibi non potevano presentarsi per gli europei di un tempo visto che la loro prospettiva di vita non superava i quarant’anni. Oggi invece, grazie alla medicina e al benessere, l’età media si è alzata notevolmente, creando danni alla salute legati alle cattive abitudini alimentari. Una delle piaghe tutta moderna e che conosciamo tutti è infatti quella dell’obesità.