Alimenti da animali clonati, la disciplina

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    Alimenti da animali clonati, la disciplina

    Nel 1997 la prima pecora clonata, la ricordiamo tutti, Dolly. Da allora si è posta l’esigenza di regolamentare questo fenomeno soprattutto dal punto di vista dell’eventuale produzione di alimenti clonati da consumare sulle nostre tavole. Va detto che, secondo quanto afferma la Coldiretti, il 77 per cento dei cittadini europei ritiene che la clonazione animale per fini alimentari sia innaturale. Soprattutto in Italia, l’opposizione a questo fenomeno è particolarmente forte; c’è chi non la ritiene sicura per le future generazioni, chi pensa che non faccia bene alla salute e chi la giudica una pratica puramente innaturale. Le perplessità di natura etica e scientifica sono quindi diverse.

    Ebbene, nonostante questo scetticismo generale, il Parlamento Europeo ha bocciato il compromesso con il Consiglio dell’Unione europea sui ‘nuovi alimenti’, che avrebbe vietato l’utilizzo di animali clonati per preparazioni alimentari. Il risultato concretamente si traduce nel il rischio che i consumatori europei si ritrovino nel piatto i discendenti della pecora Dolly eche non siano neppure consapevoli di questi consumi data l’inestistenza di una tracciabilità ed etichettatura completa di questi prodotti. In questo modo la disciplina dei nuovi alimenti rimarrà ancorata al vecchio regolamento CE n. 258/97 che prescrive si l’autorizzazione preventiva all’immissione in commercio dei prodotti realizzati a partire da animali clonati, ma, non risolve un dubbio fondamentale e cioè se i prodotti derivati dalla progenie di animali clonati siano soggetti a tale normativa.

    Inoltre, c’è da considerare che nei Paesi extra-europei dove è consentito l’impiego commerciale di alimenti derivati da animali clonati e loro progenie non sono previsti obblighi di informazione specifica in merito al metodo riproduttivo utilizzato nella genealogia. Sarebbe quindi opportuno riprendere le trattative e giungere ad una conclusione su questo argomento tanto dibattuto.