Alimenti scaduti e avariati: la vendita non è più reato

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    Alimenti scaduti e avariati: la vendita non è più reato

    Niente sanzioni per la vendita di cibi avariati o scaduti: chi venderà prodotti scaduti non sarà perseguibile per legge. La legge numero 283 del 30 aprile 1962 sulla tutela degli alimenti, delineata a garanzia e difesa della salute pubblica, per anni ha permesso un’adeguata difesa del benessere del cittadino, tuttavia la sua cancellazione attuata da metà dicembre del 2010 sembra porterà a una rivoluzione dei consumi nel 2011. Se le colture intelligenti quali biodinamica e in generale uno stile alimentare eco-friendly sono ancora un progetto vissuto in maniera più diffusa ma ancora, troppo spesso, tristemente rari, monitorare la qualità degli alimenti appare fondamentale in una società che non esiti a prendersi cura dei cittadini. Incresciosa quanto momentanea svista o tutela sempre più spesso decurtata ai rischi della popolazione?

    Dopo mozzarella blu e acqua all’arsenico la dieta mediterranea italiana sembra incontrare un periodo di sostanziali rivoluzioni.

    Da oggi, infatti, non costituirebbe più un reato cambiare etichetta a prodotti scaduti, mettere in vendita alimenti contaminati da virus, diossine o metalli pesanti.

    La legge numero 246 del 28 novembre 2005, in cui ravvediamo l’azione del Ministro Roberto Calderoli, cancella l’operato di tutte leleggi anteriori al primo gennaio 1970, ivi compresa la legge numero 283 del 30 aprile 1962 sulla tutela degli alimenti.

    La legge effettuerebbe un’eccezione rispetto normative ritenute fondamentali, tuttavia tra esse non comparirebbe la norma sulla tutela degli alimenti, che in questi anni ha svolto un ruolo fondamentale per la salute del cittadino.

    L’annosa problematica è stata segnalata dal procuratore Raffaele Guariniello al Ministro della Salute Fazio: mela avvelenata o in tempi brevi riabilitata?