Allergie strane: l’intolleranza ai suoni colpisce 60.000 degli italiani

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    Allergie strane: l’intolleranza ai suoni colpisce 60.000 degli italiani

    Si chiama iperacusia ed è una sorta di allergia, o meglio intolleranza al suono, che colpisce circa 60.000 italiani e la sua diffusione risulta in notevole crescita. È una di quelle allergie strane, che non si curano con i farmaci ma con una costante, difficile, ma spesso efficace terapia cerebrale. È infatti il cervello il principale obiettivo della cura, visto che deve piano piano essere rieducato al suono. L’iperacusia, oltre che ereditaria, può essere dovuta ad iperattività del sistema nervoso centrale o ad una evoluzione di un disturbo d’ansia. La conseguenza più grave è la degenerazione della malattia in misofonia, ovvero una intolleranza eccessivamente marcata al suono che col tempo può addirittura portare alla pazzia.

    Ma fortunatamente esistono delle cure e, ancora più fortunatamente, non costituite da farmaci. La riabilitazione infatti prevede diverse tappe, sia di tipo psicologico che fisico.

    Il primo passo è il ‘counseling’, ovvero il consulto medico preliminare cui segue l’ascolto di suoni a partire da tonalità quasi impercettibili per arrivare a quelle più alte. Come per una allergia, infatti, le dosi vanno aumentate un po’ alla volta. Successivamente si passa alla ‘sound therapy’, la terapia del suono, che agisce sul cervello e cerca di riabituarlo ai suoni. Non servono farmaci, è tutta una questione di allenamento, pazienza e tanta forza di volontà. L’iperacusia rappresenta un grave problema di salute, dal quale si può però guarire grazie agli opportuni trattamenti: in Italia siamo ben dotati, con ottimi centri come il Federico II di Napoli, il Policlinico di Padova e l’Ospedale G. da Saliceto di Padova.