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Alluce valgo, attenzione ai tacchi alti e alle punte strette

Alluce valgo, attenzione ai tacchi alti e alle punte strette
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    Alluce valgo, attenzione ai tacchi alti e alle punte strette

    L’alluce valgo è un disturbo di cui, secondo gli ultimi studi, soffre quasi il 40% delle donne italiane. Alla base c’è senza dubbio una predisposizione naturale ma alcuni fattori possono concorrere alla formazione della cosiddetta “cipolla” al piede.

    Pare che tra le cause dell’alluce valgo vi siano le calzature inappropriate, in particolare alle scarpe con il tacco alto e la punta stretta.

    Non tutte le deformità dell’alluce sono uguali. Si parla di alluce valgo quando si verifica la deviazione del primo dito verso le altre dita del piede. Il primo sintomo è un’infiammazione del primo metatarso e un caratteristico rigonfiamento verso il lato interno del piede. Si determina così la tipica “cipolla“. Se la deviazione viene ignorata c’è il rischio che si trasmetta alle altre dita del piede.

    Una scorretta biomeccanica del piede, perché ad esempio costretto in calzature strette o con eccessivo carico sulle dita per via del tacco alto, può essere alla base di questa deformazione. Le punte strette in particolare tendono a spingere l’alluce e il mignolo verso l’interno.
    Il dolore può diventare così intenso da rendere impossibile indossare le scarpe. Al dolore si possono accompagnare arrossamenti e gonfiore all’altezza del metatarso.

    E’ opportuno intervenire prima che si arrivi a questi sintomi perché in casi estremi non resta che l’alternativa dell’intervento chirurgico. Su questo punto ha messo in allarme Angelo Chessa, responsabile dell’Unità di Chirurgia del piede dell’ospedale San Paolo di Milano.

    Basti pensare che se con una scarpa bassa o da ginnastica un piede scarica il 45 per cento del peso del corpo sulla punta ed il 55 per cento sul tallone, già con un tacco alto 2 centimetri il carico si sposta e si distribuisce al 50 per cento sul tallone e dita, mentre con un tacco di 9 centimetri si scarica addirittura l’80 per cento del carico sulle dita e solamente il 20 sul tallone. La situazione si aggrava ulteriormente se la scarpa è a punta stretta perché le dita subiscono una pressione innaturale verso l’interno.

    Il consiglio per le donne è di scegliere il più possibile, e almeno di giorno o quando si deve camminare molto, scarpe a pianta comoda e a punta larga, con tacco non più alto di 3-4 centimetri. E se proprio non riuscite a farne a meno ricorrete all’uso di plantari correttivi per non caricare il peso sollo sulle dita del piede.
    La relazione tra tacchi alti e punte strette da un lato e alluce valgo dall’altro non va sottovalutata ed è stata confermata da diversi studi scientifici internazionali.

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