Analisi del capello: un nuovo metodo per prevenire gli infarti

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    Analisi del capello: un nuovo metodo per prevenire gli infarti

    Quanto importanza diamo ai capelli! Averli belli ci rende sexy, non averli può creare imbarazzo, la loro pettinatura ci cambia il volto e sono una delle grane della preparazione mattutina. Insomma, sono una presenza costante nelle nostre vite. E se, oltre che per l’estetica, fossero utili a salvarci la vita? La speranza, sempre più concreta, arriva da una ricerca canadese che ha pubblicato un lavoro per dimostrare come lo stress accumulato sia ‘leggibile’ nei capelli anche in un periodo di tempo molto lungo.

    Lo stress si misura con la presenza di cortisolo nel copro umano, un ormone (conosciuto proprio come ormone dello stress) che viene secreto in maggiori quantità nei periodi di tensione e di stanchezza; lo studio condotto presso l’università dell’Ontario dai ricercatori Koren e Van Uum, ha rivelato che il cortisolo si deposita e viene trattenuto dai fusi piliferi che, grazie alla loro longevità, sono in grado di trattenere le tracce dello stress per periodi piuttosto lunghi e quindi di indicare il rischio di infarto. La metà del campione di persone era reduce da un episodio di infarto (mentre tutti avevano un quadro clinico a rischio soffrendo di diabete, ipertensione o essendo fumatori) ed è stato sorprendente come, nel test del cortisolo sui capelli, in tutti era presente un livello di stress alto relativo a tre mesi prima che si verificasse il problema cardiaco. Gli studiosi hanno spiegato che il capello cresce circa un centimetro al mese, dunque analizzandone uno lungo cinque o sei centimetri, è possibile rilevare la presenza di cortisolo (e quindi misurare il livello di stress) fino a cinque o sei mesi precedenti. In questo modo i dottori sarebbero in grado di stabilire con largo anticipo se è il caso che un paziente cominci a cambiare stile di vita onde prevenire, con alta probabilità, l’insorgere di un problema cardiaco.