Analisi del sangue con lo smartphone: in futuro sarà possibile

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    Analisi del sangue con lo smartphone: in futuro sarà possibile

    Analisi del sangue con lo smartphone: in futuro sarà possibile grazie agli ultimi sviluppi di una tecnologia in continua evoluzione. Le analisi del sangue così concepite si effettueranno tramite un ago utilizzato per il prelievo, congiuntamente ad uno smartphone abilitato a trasmettere i dati alle strutture sanitarie. Il progetto è stato elaborato da un gruppo di ricercatori appartenenti all’Università di Rhode Island, guidati dal professor Mohammad Faghri, nell’intento di utilizzare un semplice cellulare come piattaforma per servizi utili anche sul tema della salute. Grazie al dispositivo cellulare effettuare gli esami del sangue diventerà possibile, in tempi brevissimi e senza doversi spostare da casa.

    ‘Questo sviluppo è un passo importante nella diagnostica point-of-care, in cui il test può essere eseguito in una clinica, in uno studio medico, o a casa. I pazienti non dovranno più attendere con ansia per diversi giorni i risultati dei test‘ ha affermato il professor Faghri, spiegando che il sistema consentirebbe di rilevare anche altre malattie, tra cui influenza A, l’AIDS, l’epatite B o Alzheimer.

    Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Rhode Island il cellulare potrebbe ben presto essere utilizzato negli esami del sangue. La ricerca è stata guidata dal professor Mohammad Faghri, che, con un’originale vocazione alla versatilità e dedizione, ha progettato un’innovativa applicazione per smartphone.

    Il team di ricercatori ha così sperimentato un dispositivo munito di chip in grado di effettuare una lettura del campione di sangue e produrre l’esito finale.

    Oggi sono moltissimi i servizi disponibili, gratuitamente o a prezzi piccolissimi, riguardo la salute, ma le tendenze del futuro parlano di applicazioni sempre nuove.

    Basterà mettere il sangue su una cartuccia di polimero plastico: grazie a una serie di piccoli canali esterni il fluido verrà confluito verso un biosensore contenente uno spettrometro in miniatura e una micro-pompa. Il sangue a questo punto incontrerà i reagenti precaricati, permettendo al sensore di rilevare i biomarcatori delle malattie.

    Sfortunamente al momento l’idea mostra una serie di difficoltà legate ai costi: il sensore si aggirerebbe su una cifra intorno ai 2000 euro, per questo si sta tentando di realizzare un sensore più piccolo e più economico.