Camminata veloce per vivere a lungo: uno studio inglese calcola gli anni in base al passo

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    Camminata veloce per vivere a lungo: uno studio inglese calcola gli anni in base al passo

    Una camminata veloce può aiutare a vivere più a lungo? Secondo un recente studio inglese camminare velocemente costituirebbe un indice importante di buona salute, con livelli sopra la media. L’indagine ha cercato di calcolare gli anni in base al passo: ovviamente nessuno può dire con esattezza quanto possa essere lunga la vita di un individuo, tuttavia il camminare segna una delle attività più antiche della vita dell’essere umano. Si cammina per necessità, per procacciare cibo, per divertimento e per lavoro: camminare può essere uno sport o persino una terapia dell’anima, legata a un rituale di meditazione. Quel che possiamo affermare con certezza è che il nostro passo è un ottimo indicatore del modo in cui percorriamo la nostra esistenza.

    L’indagine è stata condotta da un team di ricerca appartenente all’Università di Pittsburgh.

    Lo studio statunitense ha analizzato un campione costituito da un gruppo di anziani, osservando la tipologia, oltre che la velocità dei movimenti, nel tentativo di costituire delle relazioni che possano aiutare a prevedere le aspettative di vita.

    Gli studiosi hanno monitorato la camminata di 34.485 persone, prendendo come riferimento gruppi di persone con un’età superiore ai 65 anni.

    Camminare con una velocità di circa 0,92 metri al secondo indicherebbe uno stato di salute con aspettative di vita nettamente superiori rispetto alle persone con un’andatura più lenta.

    Del resto bisogna dire che ormai da tempo la scienza ha confermato i benefici di questa attività: camminare rassoda gambe glutei e fianchi, è di giovamento a molte patologie a carico dell’apparato cardio-circolatorio e migliora l’umore, tanto che di recente anche l’Oms ha consigliato che si dovrebbe praticare attività fisica fino a 90 anni.

    Nel caso l’andatura del passo risulti inferiore ai 0,6 metri al secondo, sarebbe opportuno dedicare più tempo e cura al nostro benessere corporeo, con una dieta adatta e magari il ricorso ad uno sport da praticare con una certa frequenza, in uno stile di vita che veda l’appuntamento con la salute un fatto quotidiano.

    La ricerca è stata seguita dalla dottoressa Stephanie Studenski, che desidererebbe poter gettare una luce privilegiata sulle aspettative di vita a partire dall’analisi della camminata di un individuo, anche nel tentativo di sconfiggere o svolgere un’azione preventiva nei confronti di alcune malattie: nell’attesa che l’indagine approfondisca i risultati ottenuti, non vi resta che allacciare le stringhe e uscire di casa per una corroborante passeggiata.