Cibi precotti: i pro e i contro

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    Cibi precotti: i pro e i contro

    Abbiamo sempre meno tempo, è un dato acclarato della cultura recente. A mancare non è solo quello per fare shopping o sport ma, paradossalmente, anche quello per mangiare! A testimoniarlo è il successo crescente dei fast food, sul modello americano, ma anche il ricorso ai cibi precotti. Si tratta, come sappiamo, di preparazioni confezionate ermeticamente prima che venga ultimata la cottura, che si conservano congelate e preparano in meno di cinque minuti. Dalla pizza alla pasta, passando per zuppe, in commercio ne troviamo di tutti i tipi! Quali sono i vantaggi di questi preparati e i contro? Per entrambi possiamo dire, diversi.

    Tra i vantaggi di sicuro la facilità, in termini sia di tempo che di fatica, con cui si preparano, ma anche la lunga conservazione e la varietà di scelta (in commercio troviamo preparazioni di piatti esotici e internazionali ma anche adatte a particolari esigenze, ad esempio senza colesterolo o zucchero). Ancora, i precotti permettono di usufruire di porzioni singole (così possono essere confezionati e messi in commercio) o ben definite e quindi di evitare sprechi inutili di cibo. Tanti vantaggi insomma! Ma…c’è, ovviamente, anche l’altra faccia della medaglia anche in questo caso!

    Lo svantaggio più importante è la rinuncia alla qualità tipica, in termini di nutrienti, dei piatti pazientemente preparati a casa. Generalmente, infatti, il piatto precotto perde, nell’iter che lo porta alla tavola, gran parte delle vitamine, dei sali minerali e dei nutrienti. Abbastanza alto è anche il contenuto di additivi alimentari, sodio e grassi saturi. Più difficile anche la digeribilità a causa dell’alto contenuto di spezie ed aromatizzanti. Anche l’apporto calorico di questi cibi è maggiore rispetto a quelli casalinghi. Da non dimenticare anche il fattore prezzo, dato che solitamente i precotti hanno un costo di gran lunga maggiore rispetto ai piatti fatti in casa. Questi cibi non vanno tuttavia demonizzati, l’importante è non considerarli parte prevalente o esclusiva della nostra alimentazione!