La scoliosi: la terapia per curarla

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    La scoliosi: la terapia per curarla

    Qual è la terapia per curare la scoliosi? La scoliosi colpisce circa il 3% delle persone ed è più frequente nelle donne che negli uomini. In questi casi, si riscontra una curvatura anomala (in senso laterale) della colonna vertebrale che, se lieve, non comporta grosse ripercussioni sulle normali attività quotidiane, mentre nei casi più gravi può rivelarsi dolorosa ed invalidante.

    Cause

    Tra le cause della scoliosi: malformazioni congenite della colonna vertebrale (presenti dalla nascita), malattie genetiche, distrofia muscolare, neoplasie, problemi neuromuscolari, spina bifida e disparità di lunghezza degli arti inferiori. Comunque, nella maggior parte dei casi, le origini di questa patologia non sono note.

    Sintomi

    I sintomi della scoliosi, specie se grave, sono facilmente riconoscibili. I più importanti sono: altezza differente delle spalle, maggiore sporgenza di una delle due scapole, anche dislivellate (un’anca appare più alta dell’altra), coste ad altezze differenti e inclinazione di tutto il corpo verso un lato. Tutte queste asimmetrie e la curva della colonna in particolare sono riscontrabili attraverso una normale radiografia del busto. La curva della colonna vertebrale, invece, viene generalmente misurata in gradi; si ritiene che una curvatura sia significativa se superiore a 25-30 gradi, mentre sono considerate più gravi quelle superiori a 45-50 gradi.

    Terapia

    La cura della scoliosi (che può essere associata alla cifosi) dipende molto dal grado di sviluppo della patologia. Per curve fino a 20 gradi, può essere sufficiente una terapia fisica, che prevede esercizi di potenziamento dei muscoli della schiena e del busto in genere. Possono rivelarsi utili anche: la cinesiterapia e le elettrostimolazioni selettive della muscolatura paravertebrale. Per curve superiori fino ai 35 gradi, invece, l’ortopedico può prescrivere l’utilizzo di corsetti adatti (il classico busto) che, però, limita i movimenti. Infine, per le curve superiori ai 40 gradi, può essere consigliato anche l’intervento chirurgico. Quest’ultimo ha l’obbiettivo di bloccare la deformità, evitando così complicazioni respiratorie o neurologiche. Purtroppo, però, esso può determinare anche una limitazione dei movimenti (a seconda dell’area su cui si interviene) e per questo va consigliato solo nei casi dei effettiva necessità. In ogni caso, per evitare di peggiorare la situazione, si consiglia di tenere una corretta postura, di piegarsi sempre solo su entrambe le ginocchia (e mai con la schiena) e di evitare gli sport asimmetrici che richiedono l’impegno di una sola parte del corpo (come il tennis). Tra gli sport sconsigliati e gli esercizi da evitare, anche: la ginnastica artistica, la ginnastica ritmica, la danza classica e il nuoto, perché mobilizzano troppo e rendono elastica la colonna vertebrale. Molto meglio, invece, quegli sport che potenziano la muscolatura del busto, in modo da creare una sorta di busto naturale di sostegno della colonna.