Come scoprire le intolleranze alimentari? Dai test ai sintomi

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    Come scoprire le intolleranze alimentari? Dai test ai sintomi

    Le intolleranze alimentari sembrano essere un tema sempre più discusso, negli ultimi decenni sono più gli intolleranti che i ‘sani’ e si è parlato spesso di una grande speculazione legata a questo campo, sono in molto gli studi o i siti internet che vendono test più o meno efficaci per scoprire le intolleranze, e sia i rimedi che le diagnosi sono spesso discutibili. Ma vediamo quali possono essere i sintomi di intolleranze alimentari e quali i test che ci sono sul mercato per scoprire la propria intolleranza specifica.

    L’intolleranza può essere legata ad un alimento o una famiglia di alimenti che fa nascere nel corpo una reazione immunitaria complessa che genera uno stato infiammatorio. Possono soffrirne diversi organi a seconda dell’alimento in questione e delle specifiche reazioni del corpo colpito. Le intolleranza possono essere causate da alcuni alimenti ma possono anche nascere da debolezze dell’organismo e da fattori psicologici.

    In linea di massima qui di seguito ecco tutti gli organi del corpo che possono essere colpiti da intolleranze e i sintomi che li interesseranno.

    • Apparato respiratorio: Riniti, sinusiti, tosse, sindrome asmatiforme
    • Apparato gastro-enterico: Coliti, colon irritabile, gonfiori, stipsi, diarrea, dolori addominali, gastrite, prurito anale
    • Apparato genito-urinario: Calo della libido, disuria, cistiti e vaginiti ricorrenti
    • Apparato cardio-circolatorio: Aritmie, palpitazioni
    • Apparato muscolo-scheletrico: Crampi, spasmi, dolori ossei e muscolari
    • Apparato cutaneo: Eczema, acne, prurito, seborrea

    Ma ecco i diversi test che si possono effettuare, anche se è giusto sapere che in questo campo ogni giorno vengono fatte nuove scoperte, e vengono proposti nuovi metodi per l’identificazione delle intolleranze e dei rimedi ad essere legati.

    Analisi sui capelli

    L’analisi del capello si fa per scoprire intolleranze e allergie, non vi è però alcune dimostrazione scientifica che questo metodo dice la verità. L’analisi del capello in realtà, serve solo in medicina legale per scoprire un recente contatto o una esposizione tossica con metalli pesanti. Il principio di questo test in ogni caso è il seguente: l’intolleranza dovrebbe causare uno squilibrio riscontrabile tramite l’analisi del capello.

    Dosaggio delle IgG

    In teoria questo esame sostiene la tesi che con la presenza di IgG nel sangue sarebbe presente almeno un’intolleranza. Molti studi criticano anche questo metodo, e soprattutto IgG specifiche per certe sostanze presenti negli alimenti si possono tranquillamente ritrovare anche in soggetti che non sono effettivamente intolleranti.

    Test citotossico

    E’ un test che si basa sull’osservazione della reazione dei globuli bianchi al momento dell’assunzione di cibi a cui si potrebbe essere intolleranti questi di solito modificano la loro forma o subiscono una rottura in caso di intolleranza. Un’altra metodica che ha poco di scientifico, anche questa infatti è stata molto criticata.

    Vega Test

    In questo caso invece si osserva la variazione bioelettrica dell’organismo messo a contatto con i cibi che potrebbero causare intolleranze. Metodo molto criticato anche questo.

    Iridologia

    Qui invece ad essere analizzato sarà l’occhio, o meglio l’iride. L’occhio viene preso come lo specchio dell’anima. Metodo altrettanto discutibile.

    DRIA test

    Qui invece si presuppone il fatto che che l’alimento a cui si è intolleranti provochi una diminuzione della forza muscolare. Le critiche anche in questo caso non mancano.

    La verità sulle intolleranze

    Secondo gli esperti, che potremmo definire gli ‘onesti‘, non ci sarebbero dei veri e propri test per definire le intolleranze, tutti quelli che abbiamo indicato e gli innumerevoli altri che ogni giorno fanno spendere tanti soldi a tutti gli aspiranti intolleranti, non sono provati scientificamente e il miglior modo per scovare un’intolleranza è basarsi sulla storia clinica del paziente e fargli seguire una dieta personale escludendo di volta in volta un alimento registrandone le reazioni.