Cuore stanco per un anziano su due

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    Cuore stanco per un anziano su due

    Lo Studio Predictor, discusso poco tempo fa a Firenze al congresso ‘Conoscere e curare il cuore 2011’, ha messo in luce dei dati relativi alla salute del cuore che possiamo definire di portata generale e di massa. Lo studio è stato condotto nel Lazio su un campione di popolazione: 2000 persone fra i 64 e gli 84 anni. Tutti i partecipanti sono stati visitati e sottoposti a elettrocardiogramma, ecocardiogramma e alla misurazione nel sangue del BNP (peptide natriuretico). Tutti gli esami svolti avevano proprio l’obbiettivo di indagare sullo stato di salute del cuore della popolazione italiana in questa specifica fascia di età. Ebbene, i dati raccolti hanno evidenziato un cuore ‘stanco’, alla soglia dello scompenso cardiaco.

    In particolare: il 6.5 per cento degli over 65 è risultato avere uno scompenso già manifesto, con i classici sintomi (affanno, tosse, edema), nella popolazione con più di 70 anni la percentuale sale al 13 per cento. Ma quello che più colpisce di questi dati è la quantità di persone con una disfunzione cardiaca lieve, senza sintomi, che però prelude allo sviluppo di uno scompenso vero e proprio. A popolare questa massa di persone è il 45 per cento degli over 65 e il 60 per cento degli ultrasettantenni. Si tratta di dati importanti, soprattutto se si considera che lo scompenso cardiaco è una patologia da non sottovalutare.

    Basti pensare che quando lo scompenso si manifesta con sintomi, l’aspettativa di vita è inferiore a quella di chi si ammala di uno dei più comuni tipi di cancro. Proprio per questo motivo, i dati non possono che far riflettere. Va anche detto che qualora il problema sia identificato sul nascere esso può essere trattato adeguatamente e curato regalando a coloro che ne sono affetti anni di vita. La prevenzione è dunque fondamentale; essa si realizza proprio attraverso gli esami che sono stati eseguiti sul campione di anziani dallo studio Predictor. La prevenzione è fondamentale soprattutto in quegli anziani che presentano dei fattori di rischio come il diabete e la pressione alta.