Curare il morbo di Parkinson: la diagnosi precoce con l’esame del sangue

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    Curare il morbo di Parkinson: la diagnosi precoce con l’esame del sangue

    Da oggi individuare e curare il morbo di Parkinson sarà più semplice grazie alla diagnosi precoce con i marcatori del sangue: un esame del sangue potrebbe migliorare la tempestività dei trattamenti della malattia. Il morbo di Parkinson potrebbe infatti essere diagnosticato precocemente con notevoli aspetti positivi per la cura dei pazienti: i ricercatori italiani al riguardo hanno pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Proteomics. Il team di neurologi e biochimici guidati dai Prof. Leonardo Lopiano delle Molinette di Torino e Mauro Fasano dell’Università dell’Insumbria hanno identificato dei marcatori particolari per individuare le cellule neuronali soggette a degenerazione da morbo di Parkinson.

    Il morbo di Parkinson oggi colpisce ancora moltissime persone: tra le celebrities uno dei volti celebri di Hollywood colpiti dalla malattia è Michael J Fox, che infatti è strenuamente impegnato nella fondazione da lui creata per dare sostegno a tutti coloro che devono attraversare questo dificile percorso.

    Le ricerche in ambiente medico sono da anni instancabili e non cessano di condurre nuove indagini al fine di individuare procedure migliori per la cura della malattia.

    La recente scoperta della possibilità di una diagnosi precoce tramite l’esame del sangue è stata fatta grazie all’apporto della proteomica, scienza che studia le modificazioni e le reazioni delle proteine.

    Questa tecnica ha permesso di analizzare i linfociti, ovvero le cellule del sistema immunitario nel sangue. Essi infatti hanno in comune numerose caratteristiche specifiche con i neuroni soggetti a degenerazione parkinsoniana, tanto da poter riflettere a livello periferico una serie di alterazioni biochimiche tipiche della patologia.

    Lo studio ha individuato marker tipici di persone sane e affette da morbo di Parkinson, oltre che da altre malattie neurologiche degenerative differenti.

    Oggi il disturbo viene individuato grazie alla presenza di una sintomatologia evidente, che comprende tremore, rigidità muscolare, stanchezza eccessiva, disturbi della parola, tuttavia i marker individuabili nel sangue potrebbero aprire strade inesplorate verso nuove terapie, in grado di rallentare la progressione oltre che di controllare i sintomi.

    La ricerca è stata finanziata dalla AAPP, Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte, una onlus di volontari e familiari di persone affette dal morbo.