Curarsi con le piante applicando la Teoria delle firme

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    Curarsi con le piante applicando la Teoria delle firme

    Nonostante i continui attacchi delle case farmaceutiche che tentano di impedire o vietare le cure a base di erbe che le piante abbiano poteri curativi non è una novità ma una realtà conosciuta fin dai tempi antichi. Anche la ‘Teoria delle firme’ di cui parleremo oggi ha origini antiche risalenti al Medioevo: secondo questa dottrina la forma di ogni specifica pianta è in grado di evocare una determinata parte del corpo umano o una malattia suggerendoci quindi da sola il suo possibile utilizzo come medicinale. In base a questa teoria quindi la bile si cura con piante amare proprio perché questa parte del corpo ha tale caratteristica.

    Sulla stessa base il Ginseng, le cui radici ricordano il corpo di un uomo ha proprietà energizzanti per tutto l’organismo mentre il Bambù, la cui forma richiama quella della colonna vertebrale servirebbe a curare i dolori concentrati in quella zona. E ancora: le venature concentriche della carota, usata per mantenere la vista, ricordano un occhio mentre al pomodoro, rosso e compatto come il cuore, sono riconosciute proprietà contro l’infarto. Applicando la Teoria delle firme allora quale pianta si potrebbe usare per curare i reumatismi e i sintomi influenzali? La pianta più annoverata è il Salice: il fatto che viva in ambienti nebbiosi lo fa associare alle cura dei reumatismi. Ma tali proprietà sarebbero anche confermate dalla scienza: all’interno di questa pianta infatti sono state rinvenute sostanze simili a quelle che compongono l’Aspirina. In farmacia si possono comprare pasticche naturali a base di estratto di Salice. In media ai soggetti predisposti all’influenza e al mal di schiena si consiglia di assumere tre capsule al giorno per prevenire i tipici malanni della stagione fredda e in particolare i dolori reumatici.