Dentro i sogni: la scienza entra nei segreti della mente

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    Dentro i sogni: la scienza entra nei segreti della mente

    Creare dispositivi per leggere e registrare i sogni nel momento stesso in cui vengono prodotti dal cervello. La scienza entra nei meandri più segreti e profondi della mente umana, o almeno ci prova. Nuovi segnali incoraggianti arrivano dal California Institute of Technology di Pasadena che ha condotto uno studio su dodici persone affette da epilessia, ora pubblicato sulla rivista Nature. Le ultime tecnologie di lettura del pensiero utilizzate dal team di scienziati capeggiati da Moran Cerf fanno uso di microelettrodi impiantati nel lobo temporale mediale, che è un’area specifica del cervello. Con questo sistema si è dimostrato possibile collegare alcune immagini all’attivazione di singoli neuroni.

    Praticamente, i ricercatori hanno mostrato ai loro pazienti le foto di Marilyn Monroe, Michael Jackson e la Torre Eiffel scoprendo l’accensione di alcuni neuroni portatori di una determinata immagine. Con questo metodo, almeno teoricamente, si può creare un database di “aree neuronali-immagine” per ogni individuo, e a quel punto, registrando i neuroni entrati in funzione, conoscere le immagini o in pensieri elaborati dal cervello.

    I risultati raggiunti finora dal team californiano sono indubbiamente preziosi e dimostrano che è ‘possibile entrare nel processo del pensiero umano a un livello finora mai raggiunto’. A pensarla così è John Donoghue, scienziato della Brown University che per primo ha impiantato un microchip nella corteccia motoria in un malato tetraplegico.

    L’ambiziosa ricerca di Cerf, però, rimane per certi versi ancora lontana dal suo obiettivo. ‘Potremmo così dare la possibilità di comunicare con l’esterno a persone che, per vari motivi, non sono in grado di farlo, oppure addirittura scrivere una email soltanto pensandola’ dichiara il ricercatore statunitense. Per farlo, però, bisognerebbe prima inventare un dispositivo capace di monitorare l’attività celebrale delle persone alternativo all’impianto di microelettrodi. A questo proposito lo stesso Cerf usa solo parole speranzose, tanto da dire ‘sarebbe fantastico’. Per il momento, dunque, le tecnologie per leggere il pensiero- ed entrare nell’abisso segreto della mente umana- sono nel confine della realtà e tanti passi ci sono per raggiungere l’obiettivo finale, che conserva ancora il sapore della fantascienza…e del sogno!