Depressione post partum, nuove proposte per combatterla

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    Depressione post partum, nuove proposte per combatterla

    Nelle donne i fattori di rischio principali che possono creare una depressione sono legati ai cicli di vita come la gravidanza, il post partum, la menopausa, queste sono le situazioni più a rischio.

    Ma ancora una volta, visti gli ultimi casi di infanticidio, torna a far parlare di se la depressione post partum e arriva una proposta da parte della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia insieme all’Associazione Strade Onlus, per le madri cadute nell’incubo depressivo ci vorrebbe il trattamento sanitario obbligatorio extraospedaliero nei casi più gravi. Secondo la Dott.ssa Claudia Ravaldi, Psichiatra e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale e Fondatore del Centro Studi Matermundi, le donne in gravidanza e nel post partum dovrebbero essere maggiormente tutelate, in un periodo di grandissimo cambiamento ormonale, neuroendocrino e psicologico, e sostenute per avere accesso alle loro risorse interiori. Sarebbe importante che le donne potessero ricevere informazioni e sostegno, sia tra pari (gruppi pre e post parto), sia di sostegno alla gravidanza e all’allattamento, con figure professionali come le ostetriche e i counselor. Nel centro Matermundi, per esempio, si occupano di gravidanza e post partum e organizzano incontri tra gestanti e neogenitori, allo scopo di rilevare le criticità e prevenire l’innesco della depressione, oppure, se già presente, per poterla riconoscere e trattare tempestivamente. L’Associazione Strade Onlus, ha stimato che il trattamento Tso, potrebbe essere utile e necessario per almeno mille donne ogni 12 mesi. Ovviamente l’arma vincente per combattere e sconfiggere questa malattia è la diagnosi precoce. Tra i segnali d’allarme troviamo episodi di ansia, solitudine, isolamento o condizioni socioeconomiche svantaggiate e problemi con il partner, infatti un matrimonio infelice rientra negli eventi che possono innescare una depressione reattiva. Molte donne, soprattutto in età perimenopausale, se vittime di matrimoni infelici ricorrono all’alcol o al cibo per lenire le emozioni negative, con conseguenze gravi sulla loro salute psicofisica e sull’umore.