Depressione, si può guarire e andare avanti

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    Depressione, si può guarire e andare avanti

    Ancora una volta si torna a parlare di depressione, un male sempre più in crescita. Nel 2020 a quanto pare sarà la seconda causa di disabilità nel mondo e la prima tra il popolo rosa. Nel 2030 diventerà la prima per uomini e donne, la notizia è stata diffusa dall’Organizzazione mondiale della sanità. Ansia e depressione colpiscono 1 persona su 4 in Europa.

    Sei milioni d’italiani hanno sofferto almeno una volta nella vita di depressione e sono un milione ottocentomila coloro che invece ogni anno vengono colpiti da questo male. Il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha dichiarato che bisogna accendere i riflettori sulla depressione, terribile male che tocca in particolare i giovani e le donne: devono sapere che da questa patologia si può guarire. Bisogna imparare ad ammettere di essere malati. Perché prima ci si rivolge a uno specialista, meglio si riesce a curare la malattia. Il sesso più colpito è quello femminile, il rapporto è 1 a 2/3, i fattori sono vari come quelli biologici e ormonali, ma anche per motivi sociali. L’associazione Idea Roma Onlus con il patrocinio del ministro per le Pari Opportunità, ha deciso di fare luce sulle terapie adottate per curare la depressione, durante il convegno ‘Depressione: cosa fare (Curare la depressione senza pregiudizi)’ che si è svolto a Roma. Secondo gli esperti, presenti all’evento, le terapie oggi sono sufficientemente efficaci ma spesso per motivi come la vergogna o la paura delle cure molto spesso le persone rinviano l’inizio del trattamento con il risultato continuare a soffrire. Dal Ministro Mara Carfagna arriva l’invito a rompere il silenzio e non vergognarsi della propria malattia perché si può guarire e andare avanti. Secondo il Ministro è importante anche intervenire sulle origini della malattia. Il che significa, innanzitutto, migliorare la società nella quale viviamo. Lo Stato deve tendere una mano a quei giovani e a quelle donne che sono maggiormente esposti. Non sono soli: compito delle istituzioni è fare in modo che il carico della cura e dell’assistenza non ricadano solo sulle spalle di chi ha questo problema.