Diabete giovanile: superare i limiti con le immersioni

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    Diabete giovanile: superare i limiti con le immersioni

    Il diabete giovanile è visto come un incredibile freno per i ragazzi che ne sono affetti; è una malattia che pesa ed incide sulla vita di una persona, ma è comunque possibile conviverci e superarne i limiti. Una dimostrazione vivente è la giovane atleta Monica Priore, affetta da diabete dall’età di cinque anni e protagonista della traversata a nuoto dello Stretto di Messina e della Capri Meta Sorrento. Ma la novità più esaltante arriva dalla nascita, il 3 maggio 2011, dell’associazione ‘Diabete Sommerso’, che invita e segue i ragazzi a partecipare ad attività subacquee, potendo così godere delle meraviglie che i fondali marini hanno da offrire.

    Fino al 2 maggio per i diabetici il mondo sommerso era un tabù, ora è diventato una realtà; la convivenza con il diabete, soprattutto per i giovani, è possibile e non deve porre limiti. Si è quindi abbattuta un’importante barriera che comunque preserva la salute dei giovani malati. Questa iniziativa, dall’alto valore simbolico, è stata avviata nel 2004 per iniziativa del Centro di diabetologia dell’ospedale Niguarda Cà Granda di Milano e dell’associazione Diabetici, in associazione con un team di istruttori di diving.

    Alla base di tale iniziativa c’è la l’obiettivo di accrescere l’autostima dei ragazzi affetti da diabete giovanile, perché viene modificato il modo in cui si affronta la malattia e si vive la vita. Grazie a ‘Diabete Sommerso’, dal 2004 50 persone diabetiche hanno ottenuto il brevetto di sub, dimostrando come sia possibile infrangere i tabù.