Diabete: insulina e colesterolo sotto controllo con le mandorle

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    Diabete: insulina e colesterolo sotto controllo con le mandorle

    La frutta secca riempierà di colore le tavole in questi giorni di festa: approfittatene e preferite, tra tutte, le mandorle. Oltre al gusto e alla rispetto della tradizione, nel caso del consumo di mandorle, apportiamo un valido aiuto all’organismo per quanto riguarda la cura e prevenzione del diabete. Ancora una volta le mandorle spiccano per le loro preziose qualità benefiche sulla salute. Un recente studio rivela quanto siano importanti nella dieta per prevenire e tenere sotto controllo il diabete.

    Insulina e colesterolo sotto controllo grazie alle mandorle. Si inserisce a gran merito nelle cure naturali, la mandorla, anche per quel che riguarda le cure preventive di malattie importanti come il diabete e disturbi creati da livelli alti nel sangue di colesterolo. Conosciuta da più di 7000 anni, la mandorla è un alimento ricco di elementi efficaci sia per il corpo che per la mente. La recente ricerca, pubblicata sul Journal of the American College of Nutrition e realizzata alla University of Medicine and Dentistry del New Jersey, mostra come una dieta in cui è previsto il consumo di mandorle può contribuire, dopo appena 16 settimane, a migliorare la sensibilità nei confronti dell’insulina e ad abbassare i livelli di colesterolo LDL nei soggetti con prediabete.

    I nutrienti delle mandorle, come la fibra e i grassi insaturi, hanno dimostrato di contribuire a ridurre i livelli di colesterolo LDL, aumentando la sensibilità all’insulina e altresi la funzione delle cellule beta, tutti fattori che possono aiutare a prevenire lo sviluppo di diabete di tipo 2 e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari come l’infarto.

    Ricordiamo che le mandorle offrono 3,5 grammi di fibra, 13 grammi di grassi insaturi e solo 1 grammo di grassi saturi per ogni porzione (circa 30 grammi).

    E’ rassicurante per le persone con fattori di rischio per le malattie croniche, come diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari, che cambiamenti nella dieta possano aiutare a migliorare proprio i fattori che giocano un ruolo potenziale nello sviluppo delle malattie – ha commentanto in un’intervista la dottoressa Michele Wien, coordinatrice dell’intero studio.