Diabete tipo 2: la povertà è un fattore di rischio

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    Diabete tipo 2: la povertà è un fattore di rischio

    L’importante è la salute si dice di solito quando il lavoro o l’amore vanno male! Ora bisogna pensarci due volte prima di esclamare il detto popolare perché sembra proprio che se il reddito è basso aumenta il rischio di malattie. Lo studio riguarda, nello specifico, il diabete di tipo 2, ovvero la sua forma più comune e frequente. A quanto pare, la povertà è uno tra i primi fattori di rischio della patologia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue. A due settimane dalla Giornata Mondiale del diabete, si ritorna a parlare di questa malattia che colpisce un numero sempre maggiore di persone e continua, purtroppo, ad essere sottovalutata.

    I ricercatori della York University, Canada, hanno messo in correlazione i dati sul diabete con quelli della povertà; giungendo alla conclusione che le persone con un reddito inferiore ai 15 mila dollari all’anno hanno il doppio delle probabilità di ammalarsi di diabete di tipo 2. Al contrario, 80 mila dollari all’anno sono una sorta di garanzia di buona salute: il rischio di diabete diminuisce. Un altro curioso risultato della ricerca inglese è che questi dati non subiscono alcuna variazione significativa in relazione agli altri fattori di rischio. Cioè, sembrerebbe non influenzare né l’obesità né l’indice di massa corporea e neppure l’attività fisica. Finora la mancanza di sport, l’eccesso di sovrappeso e i fattori genetici sono state le tre indiscusse cause del diabete.

    Ma i dati non finiscono qui e la povertà si fa largo tra gli altri fattori di rischio. La ricerca, pubblicata su Health Policy, ha infatti interessato due gruppi di studio. Il primo è giunto alle conclusioni appena descritte, mentre il secondo gruppo ha evidenziato un ulteriore legame tra lo stato economico e la malattia. Secondo il team del National Population Health Survey, 24 mesi di miseria, prima della diagnosi, basterebbero ad aumentare del 24% il rischio di diabete di tipo 2.

    I risultati canadesi aprono nuovi interessanti scenari di prevenzione: cioè, da oggi la prevenzione è legata a doppia mandata al benessere sociale delle persone, oltre che a quello sanitario.