Erbe medicinali: l’idraste combatte i batteri e le infezioni virali

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    Erbe medicinali: l’idraste combatte i batteri e le infezioni virali

    Le erbe medicinali, benché facciano grande fatica ad essere riconosciute dalla comunità scientifica, sono da secoli utilizzate per guarire malattie o curare traumi e ferite. Una di queste è l’idraste, usata dagli Indiani Cherokee a dagli Iroquois, possiede delle radici che vengono seccate e ridotte in polvere per trattare una varietà di malattie, dai dolori di stomaco ai morsi degli insetti. Tra le sue proprietà riconosciute ci sono la capacità di stimolazione del sistema immunitario e la guarigione di afta e verruche. Ma come agisce esattamente l’idraste?

    Come detto, la caratteristica principale della pianta è quella di stimolare il sistema immunitario: l’erba combatte direttamente le infezioni alle vie urinarie, virali e batteriche ed agisce sul sistema immunitario per migliorare l’azione dei globuli bianchi. L’effetto è così potente che prendere l’idraste in combinazione con altre erbe immunostimolanti, al primo segnale di infezione, riduce notevolmente la stessa durata dell’infezione.

    Per trarre il meglio dall’idraste, è raccomandata una dose tra i 600 e gli 800mg al giorno, a seconda della condizione trattata. L’idraste si può anche prendere con il tè, sciogliendo un cucchiaino di erba secca ogni 400 ml circa di acqua. Per i trattamenti locali, come nel caso di afta o porro, l’idraste viene applicata per tre volte al giorno usando una tintura.

    Ma, nonostante i suoi enormi effetti benefici, anche l’idraste nasconde dei pericoli, in caso di abuso. Ad esempio, l’erba va somministrata per due settimane, non oltre, poiché causa effetti collaterali come diarrea, nausea e difficoltà respiratorie. L’idraste, inoltre, non andrebbe assunta senza una raccomandazione medica in caso di gravidanza, allattamento, diabete, glaucoma, ipertensione o problemi cardiaci.