Esami intolleranze alimentari: come fare l’autotest

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    Esami intolleranze alimentari: come fare l’autotest

    Prima di fare un esame per le intolleranze alimentari, puoi controllare se i sintomi che avverti sono gli stessi comuni al disturbo e procedere a un primo autotest. Che consiste praticamente nel prendere appunti di tutto quel che si mangia, per non meno di una settimana. Bisogna solo avere un pò di pazienza e di attenzione: segnare su un’agenda i pasti, compresi i fuori pasti e le piccole tentazioni di gola. E’ importante anche scrivere gli orari perché le reazioni allergiche possono comparire a distanza di molte ore. Dopo la prima settimana di screening fai da te, inizia la ‘fase investigativa’: cerca il colpevole tra i vari alimenti. Prova a individuare, cioè, quello su cui ricadono i principali sospetti ed eliminalo dalla tua dieta per circa 10 giorni.

    Se ti senti meglio, è proprio il caso di dire Hai fatto centro. Il gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo, e più comunemente intolleranze alimentari, sono molteplici: tra questi, i sintomi più diffusi sono il senso di nausea, l’improvvisa perdita di peso, emicrania, mal di pancia, senso di gonfiore e difficoltà digestive. In casi più rari si assiste alla comparsa di macchie rosse sul corpo. Le eruzioni cutanee non interessano quasi mai il viso e comunque scompaiono dopo un paio di giorni.

    Se riconosci alcuni tra questi, l‘autotest può aiutarti almeno a chiarirti un pò le idee. In poco più di 2 settimane e con un pizzico di costanza potrai mettere all’indice il colpevole dei tuoi disturbi. I passi fondamentali sono quelli descritti sopra. 1. scrivere un diario di tutti gli alimenti assunti; 2 verificare i probabili causa-effetto; 3 Eliminare dalla dieta i cibi sospettati.