Fecondazione assistita: no ai portatori di malattie genetiche

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    Fecondazione assistita: no ai portatori di malattie genetiche

    La fecondazione assistita dice no ai portatori di malattie genetiche. Il Ministero della Salute si è così nuovamente espresso in tema di legge 40: coloro che portano malattie genetiche non potranno utilizzare la fecondazione assistita per avere figli. Ora la palla passa al CCS (Consiglio Superiore di Sanità) che dovrà esprimersi in materia.

    La decisione del governo va ad aggiornare la legge 40 che l’ultima volta era stata oggetto di un atto firmato da Livia Turco nel 2008. Va detto che la procreazione assistita può essere utilizzata dalle coppie sterili e quindi persone non fertili, ma anche a chi è fertile e portatore di malattie infettive come l’Hiv. Tra le nuove linee guida delle legge non si parla però di che è affetto da malattie genetiche (come la fibrosi cistica) e di come ci si potrebbe muovere in questo caso.

    Abbiamo parlato spesso di fecondazione assistita e ultimamente della bambina nata senza gene del cancro e oggi scopriamo le novità che il governo ha apportato alla legge 40. Il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella spiega che sostanzialmente la legge non viene modificata nei fondamentali, inoltre tra le novità ci sarebbe anche lo stop al piano di trasferimento degli embrioni abbandonati alla biobanca di Milano che costò circa 700 mila euro e che praticamente non è mai stata usata, ma il sottosegretario spiega che la struttura sarà riutilizzata per altri scopi proprio perchè il progetto biobanca risultava complesso per i troppi problemi tecnici.