Infezioni sessuali: diagnosi dell’herpes genitale

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    Infezioni sessuali: diagnosi dell’herpes genitale

    La diagnosi di herpes genitale deve essere molto accurata, visto che può essere confusa con la sifilide (a causa delle lesioni a volte simili) o può addirittura non manifestarsi esplicitamente, come accade nella sua manifestazione vaginale. Per andare sul sicuro si eseguono dei test di laboratorio.

    Uno di questi è l’esame del sangue: si preleva un campione e lo si analizza per valutare la presenza del virus HSV. Non è il più attendibile dei test, anche se la sua accuratezza è introno al 90%. Questo test determina anche con massima precisione se si tratta di HSV-1 o di HSV-2.

    La coltura virale è senza dubbio il test che emette il verdetto più sicuro, prossimo al 100% se l’herpes è nel pieno della sua manifestazione, nonostante si impieghi da uno a più giorni per elaborarlo. Consiste nel prelievo di un campione di fluido emesso dalla lesione che poi viene lasciato in coltura per almeno 24 ore (anche se di solito sono necessari più giorni) al termine delle quali viene verificata la presenza o meno dell’ Herpes Simplex Virus.

    Il test Tzanck è un po’ più invasivo e meno preciso dei precedenti, con un’accuratezza che va dal 50% al 70%

    e prevede il prelievo di un campione di tessuto dalla superficie cutanea lesa (tramite raschiamento), e il suo successivo esame al microscopio alla ricerca di cellule multinucleate (conosciute anche come cellule di Tzanck), presenti nell’ HSV-1, nell’HSV-2 e nell’herpes zoster (che quindi con questo test si possono identificare ma non distinguere). I risultati possono essere ottenuti rapidamente, ma la loro attendibilità è proporzionale all’esperienza e alla professionalità dall’esaminatore.