Intolleranze alimentari: sintomi e cause

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    Intolleranze alimentari: sintomi e cause

    Le intolleranze alimentari sembrano colpire sempre più persone e rientrare in una serie di problematiche della persona molto frequenti. Tuttavia conosciamo ancora poco dei meccanismi scatenanti: le intolleranze alimentari fanno parte di un più vasto gruppo di disturbi definiti come reazioni avverse al cibo. Si parla di intolleranza alimentare, piuttosto che di allergia, ma sono ancora controverse le definizioni. In ogni caso possiamo dire che il sistema immunitario possa essere coinvolto o no a seconda dei casi, così come le intolleranze sono solitamente dose dipendente, ovvero la gravità dei sintomi aumenta all’aumentare della quantità di sostanza assunta.

    Tra le intolleranze alimentari più frequenti si situano l’intolleranza al lattosio e al lievito: a differenza delle allergie alimentari, le intolleranze possono presentare una storia clinica più breve e risolversi dopo un periodo di tempo limitato.

    Quali sono le cause delle intolleranze alimentari? Spesso sono molto difficili da individuare: le reazioni avverse al cibo costituiscono ancora una delle aree più controverse della medicina. Non sono sempre chiari i meccanismi che ne stanno alla base e al momento permane ancora molta incertezza sulla sintomatologia clinica, sulla diagnosi e sui test che vengono utilizzati per effettuarla. Di conseguenza, potrete riscontrare sensibili differenze di opinione sul modo di combattere il disturbo.

    Tra i sintomi delle intolleranze alimentari si trovano senso di nausea, dimagrimento improvviso, eruzioni cutanee. Un’imponente percentuale di persone ha osservato sensazioni di gonfiore e difficoltà nei processi digestivi, in particolare assumendo lieviti e latticini.

    Pensate che tra il popolo cinese non è diffuso il consumo di latte, né di formaggi e già Ippocrate aveva notato una serie di effetti negativi dovuti all’ingestione di latte di mucca. Oggi la questione sull’effetto di latte e latticini sul corpo adulto è controversa, tuttavia rimane un’indiscussa verità che nella nostra società spesso abusiamo del consumo di alcuni cibi.

    Mangiamo troppo e male: abusiamo di pane, pasta e soprattutto di farine bianche, che a lungo andare possono creare problemi digestivi, così come di latte, latticini e uova, che spesso si trovano in molte ricette.

    Sicuramente ritrovare una cucina naturale e un’alimentazione semplice, fatta di ingredienti freschi e non troppo manipolati può aiutarci nel gestire le problematiche relative al cibo.

    Per portare chiarezza tra le reazioni avverse al cibo l’European Academy of Allergology and Clinical Immunology ha proposto la distinzione tra reazioni tossiche e non tossiche. Le reazioni tossiche, o da avvelenamento, sono causate dalla presenza di sostanze tossiche nell’alimento, mentre le reazioni non tossiche dipendono dalla suscettibilità dell’individuo e si suddividono in allergie e intolleranze alimentari .

    Come dicevamo le intolleranze alimentari possono essere definite come tutte quelle reazioni avverse al cibo non mediate dai meccanismi di ipersensibilità immediata tipici delle allergie alimentari.

    Esistono test per le intolleranze alimentari che promettono di verificare la sensibilità dell’organismo nei confronti di centinaia di alimenti, ma spesso queste misurazioni evidenziano parametri sballati in quasi tutti gli individui.

    Nel caso il vostro organismo manifesti problemi di intolleranza alimentare iniziate a sostituire l’alimento variando la dieta: potreste condurre una dieta di due settimane tentanto di mangiare alimenti diversi, purificando il vostro corpo e verificando i miglioramenti.

    Se si verifica un miglioramento netto, allora potete procedere inserendo gradualmente gli alimenti eliminati, al fine di trovare un equilibrio che consenta di gestire al meglio la propria alimentazione. Se il miglioramento non è netto, allora è molto probabile che sia frutto del caso e non dell’intolleranza presunta.

    Nel caso dell’intolleranza al glutine, in seguito a un miglioramento netto dei sintomi, è bene non reintrodurlo poiché in questo tipo di intolleranza, in genere, la soglia di tolleranza è zero.

    Ovviamente nel caso di una sintomatologia particolarmente acuta non mancate di consultare il medico o il naturopata di fiducia e prestate attenzione al fatto che spesso anche lo stress può diventare un componente particolarmente fastidioso e importante nel nostro rapporto con il cibo.