Ipertensione giovanile in aumento

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    Ipertensione giovanile in aumento

    L’ipertensione giovanile è purtroppo un problema serio e molto diffuso nel nostro paese. Un italiano su cinque di età compresa tra i 18 e i 24 anni infatti soffre di pressione alta o ne ha sofferto almeno una volta nella vita. Lo ha fatto notare una ricerca fatta su un migliaio di persone i cui risultati evidenziano come l’80% della popolazione italiana pensi che si possa soffrire di pressione alta solamente dopo i 35 anni. Invece i casi di pressione alta giovanile sono in aumento a causa di uno stile di vita non corretto come l’alimentazione sbagliata e la mancanza di movimento e fitness, fanno sì che il quadro risulti serio e preoccupante.

    Il disturbo si manifesta infatti in ragazzi in sovrappeso o che soffrono di obesità che conducono una vita sedentaria e seguono una dieta sbagliata. Chi è iperteso già a 18 anni rischia gravi danni per la salute perchè la probabilità che la situazione peggiori è alta e i peggioramenti si accumulano lentamente e silenziosamente nell’organismo che poi manifesta improvvisamente i danni verso i 40 o 50 anni, dove a quel punto risuterebbe molto difficile ritornare ad una situazione a livelli normali. Pasquale Srtrazzullo del consiglio direttivo della Società per l’ipertensione arteriosa, ha spiegato al settimananle Io Donna:” A quel punto si possono solo alzare le difese tardive per ridurre il pericolo di infarto e ictus inevitabilmente più alto”.

    La prevenzione è perciò molto importante per il benessere dell’individuo e va praticata fin da bambini, seguendo una buona e sana alimentazione, facendo dello sport e imparando a usare poco sale nei cibi. La pressione andrebbe misurata per la prima volta all’età di 10 anni e poi durante l’adolescenza circa una volta l’anno.

    Dalle statistiche però pare che un italiano su 10 non l’abbia mai misurata, mentre il 60% non conosce i rischi della pressione alta, che è assolutamente un errore visto che l’ipertensione è la causa principale dell’insorgere di malattie cardiovascolari.