L’endometriosi è una malattia invalidante: riconosciuto il diritto all’esenzione

L’endometriosi è una malattia invalidante: riconosciuto il diritto all’esenzione
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    L’endometriosi è una malattia invalidante: riconosciuto il diritto all’esenzione

    L’endometriosi è una malattia invalidante: riconosciuto il diritto all’esenzione. La notizia è appena trapelata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha annunciato di aver sbloccato l’inserimento nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, di questa patologia. I Lea sono le prestazioni che il SSN è tenuto a fornire a tutti pagando solo il ticket. In alre parole, dunque, da oggi sarà possibile curare questa malattia con il sostegno del servizio sanitario nazionale, pagando solo il ticket per ciascuna prestazione assistenziale richiesta.

    La Lorenzin aveva annunciato già lo scorso giugno che altre patologie croniche e invalidanti sarebbero state inserite tra quelle oggetto di esenzione. Ebbene, proprio in occasione della giornata mondiale dedicata alla malattia, il ministro ha annunciato su Facebook: “La cura dell’endometriosi sarà nei Lea. Sono molto felice di poter dire che l’impegno che avevamo preso un anno fa con tutte le donne è stato mantenuto e che la promessa fatta è diventata realtà. Con la conclusione dell’iter di aggiornamento dei nuovi Lea, questa patologia rientrerà infatti nell’elenco delle malattie croniche invalidanti che danno diritto all’esenzione”. A breve, quindi, per le donne affette da endometriosi di terzo e quarto stadio (le forme più gravi) sarà possibile chiedere l’esenzione alle Asl e non pagare più le prestazioni specialistiche per la cura e la prevenzione dello sviluppo di questa patologia. Tra queste anche la visita ginecologica e l’ecografia, cui devono sottoporsi per controllo le pazienti ogni sei mesi. Per la conclusione definitiva dell’iter si attende solo l’approvazione dei Lea che, si spera, avvenga il prima possibile. Insomma, un’ ottima notizia per tutte le donne che, purtroppo, vedono compromessa la vita quotidiana a causa di questa malattia che, si ricorda, può avere anche conseguenze sulla fertilità femminile. Chissà che non si possa fare ancora di più per questa patologia.

    Per ora la Lorenzin non ha annunciato anche una revisione delle tabelle di invalidità per aumentare l’invalidità riconosciuta per endometriosi. Attualmente questa non può superare, per i casi più gravi, il 35% e non si possono chiedere i permessi retribuiti riconosciuti dalla legge 104. Il fatto che le donne potranno ricorrere all’esenzione, però, è sicuramente un passo in avanti. L’endometriosi è, infatti, una malattia che, ancora oggi, si fa fatica a diagnosticare e curare e di cui non tutte le donne conoscono i sintomi.

    L’endometriosi è una patologia che colpisce solo le donne; ne sono affette circa 150 milioni nel mondo. Le donne che ne soffrono riportano un’alterazione dell’endometrio, il tessuto-mucosa che riveste l’interno dell’utero. Possono formarsi, dunque, delle escrescenze di esso anche in altre sedi del corpo, quindi nelle tube, nelle ovaie e persino nella vescica. I sintomi dell’endometriosi vengono spesso sottovalutati, ma sono per lo più: dolore pelvico molto forte, formazione di cisti ovariche, presenza di fibromi o aderenze nelle tube e nel collo dell’utero e infertilità. Altre possibili manifestazioni sono: dolori alla schiena, stanchezza persistente, cistiti, disturbi intestinali, allergie diffuse e problemi digestivi, specie in fase mestruale. Al manifestarsi di questi sintomi, dunque, si consiglia di rivolgersi subito al ginecologo, per una diagnosi ed una cura efficace.

    Foto tratta da Pixabay

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