L’infarto nelle donne: i sintomi, i numeri e le età a rischio

L’infarto nelle donne: i sintomi, i numeri e le età a rischio
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    L’infarto nelle donne: i sintomi, i numeri e le età a rischio

    Non tutti sanno che i sintomi di infarto nelle donne si differenziano dai sintomi avvertiti dagli uomini, pertanto molto spesso vengono sottovalutati o non riconosciuti. Mentre negli uomini i sintomi sono più evidenti e spesso si manifestano con un classico dolore al petto e al braccio sinistro, nel caso delle donne i primi campanelli d’allarme possono verificarsi anche un mese prima dell’infarto vero e proprio e possono essere meno chiari o apparentemente riconducibili alla stanchezza. E’ importante, dunque, conoscerli e riconoscerli, per poter chiedere l’assistenza di un medico in modo tempestivo ed utile per evitare rischi successivi e per garantirsi una diagnosi corretta.

    I sintomi più comuni di infarto nelle donne sono legati ai disturbi del sonno e all’affaticamento, ma non bisogna sottovalutare anche il respiro corto, l’ansia o l’indigestione. In particolare le difficoltà respiratorie non giustificate da sforzi o da situazioni particolari, sono segnali di un cuore affaticato o di coronarie in via di occlusione.

    Durante l’episodio di infarto, invece, i sintomi più comuni per le donne sono: dolore al centro del petto, disorientamento, sudore freddo, vertigini, respiro corto, dolore alla mandibola, al collo o alle spalle . E’ importante sapere che nei soggetti giovani, e fino ai 55 anni, potrebbe anche non manifestarsi il dolore al petto immediatamente riconducibile ad un infarto. Purtroppo le donne sono esposte maggiormente al rischio di infarto silenzioso e, proprio per questo, è fondamentale saper ascoltare il proprio corpo, anche nei minimi sintomi di malessere.

    Secondo una ricerca americana dell’University Health Centre, condotta analizzando le cartelle cliniche di oltre mille pazienti tra i 18 e i 55 anni, una donna su cinque viene colpita da infarto silenzioso. Tra gli uomini invece solo il 13% non accusa il classico dolore al petto. Anche le giovani donne in età fertile sono a rischio infarto, ma grazie agli estrogeni i rischi sono cinque volte minori rispetto ai coetanei di sesso maschile.

    I soggetti maggiormente a rischio sono generalmente quelli con predisposizione familiare, quelli in con problemi di obesità o di ipertensione o ancora chi soffre di malattie cardiovascolari o diabete. Anche le cattive abitudini hanno il loro ruolo: chi fuma o chi non pratica attività fisica regolare è esposto maggiormente al rischio di infarto. Una vita sana, dunque, può aiutare a prevenire il rischio di infarto. Essere obesi o sovrappeso porta il cuore a compiere un superlavoro e ed affaticarsi, per cui è importante seguire una dieta sana ed equilibrata come quella mediterranea ed evitare la vita sedentaria.

    Non si può parlare di una vera e propria età a rischio di infarto. Per quanto riguarda le donne il rischio aumenta con la menopausa, ma si può essere colpiti da infarto anche da giovani; i bambini con problemi di obesità rischiano, infatti, infarto e ictus. Proprio a causa delle difficoltà nel riconoscimento dei sintomi, le donne ad oggi rischiano maggiormente, mentre la mortalità negli uomini per attacco cardiaco è diminuita negli ultimi anni.

    La prevenzione è in ogni caso la migliore medicina: fare attenzione all’alimentazione, mangiare molte verdure, curare il proprio corpo con l’attività fisica, evitare di abusare di alcolici e non fumare sono i consigli più importanti per diminuire le probabilità di attacchi cardiaci e mantenere il cuore in buona salute.

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