Latte materno radioattivo in Giappone: trovato in 4 donne

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    Latte materno radioattivo in Giappone: trovato in 4 donne

    Latte materno radioattivo: la paura che aleggiava nel cuore di ogni madre ha preso forma in Giappone. Le autorità hanno riscontrato presenza di radioattività nel latte di quattro donne giapponesi: pur raccomandando caldamente di calma possiamo immaginare quanto l’argomento sia scottante. Dopo aver osservato le tracce di iodio radioattivo, presenti nel latte materno di quattro donne abitanti l’area a est e nordest di Tokyo, il Ministero della Salute ha diramato la notizia riguardo una serie di test, che verranno effettuati tra la popolazione femminile a titolo precauzionale. Al riguardo il portavoce del governo, Yukio Edano, ha dichiarato: ‘L’eccessivo allarmismo è inutile, ma capiamo i timori delle madri‘.

    Dopo i primi effetti della contaminazione a cibo, acqua e verdure, sono state riscontrate tracce di iodio radioattivo su quattro donne in fase allattamento, residenti in quartieri dell’area a est e nordest di Tokyo.

    Al riguardo il Ministero della Salute giapponese ha spiegato di comprendere le paure delle madri, nonostante appaia fortemente necessario mantenere la calma.

    Il governo ha promesso una serie di test, i quali verranno effettuati al più presto tra la popolazione femminile, tuttavia i timori sull’impatto della crisi nucleare di Fukushima permangono quanto mai alti.

    Le analisi sono state promosse dal gruppo civico Network di supporto madre-figlio, il quale ha dimostrato che il latte fornito da una donna di Chiba, periferia orientale di Tokyo, ha segnato una concentrazione di iodio radioattivo pari al 36,3 becquerel/kg, senza tuttavia tracce di cesio.

    Lo iodio radioattivo, in quantità minori (8,7, 8,5 e 6,4 becquerel/kg) è stato trovato anche nel latte di altre tre donne della prefettura di Ibaraki, a nord della capitale.

    Il test è stato condotto su campioni di nove volontarie e non ha evidenziato sostanze radioattive nei campioni di latte provenienti da donne di Fukushima e Miyagi.

    Al momento la nave ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior, è partita da Taiwan con rotta sul Giappone per monitorare la contaminazione radioattiva di mare e organismi marini: l’obiettivo è di raggiungere tra il 27 e il 28 aprile la costa della Prefettura di Fukushima, dove la centrale Fukushima Daichii sta rilasciando notevoli quantitativi di radiazioni.