L’invidia rende più buoni. Paura o vero altruismo?

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    L’invidia rende più buoni. Paura o vero altruismo?

    Mettiamo subito le cose in chiaro: questo articolo non ha alcuna intenzione di fomentare l’invidia. Perché ognuno di noi conosce, sulla propria pelle, quanto faccia male. Sia provarla nei confronti degli altri che doverla subire. E’ una di quelle emozioni che non porta a nulla se non allo stress o alla violenza. Proprio come la paura, invidiare o essere oggetto d’invidia modifica le nostre percezioni della realtà. Tra le due tipologie, ovvero quella attiva o passiva, sembrerebbero esserci alcune differenze. A dirlo sono i ricercatori dell’Università di Tilburg in Olanda con un articolo apparso sulla rivista Psychological Science. Gli studiosi ne hanno messo in evidenza alcune conseguenze positive

    Scatenate proprio dal sentimento doloroso: per mantenere intatti gli equilibri sociali del gruppo, chi è oggetto d’invidia muta i propri normali atteggiamenti, diventando più disponibile e altruista. Alla base di un simile cambiamento ci sarebbe il bisogno di non aumentare l’ira degli altri e conservare lo status quo. ‘Questo timore dell’invidia può incoraggiarci ad assumere un comportamento per migliorare le interazioni sociali del gruppo’ spiega Niels van de Ven, a capo del team olandese. Probabilmente sarebbe utile capire se questo meccanismo serve realmente all’individuo per mettersi in discussione e allargare lo sguardo e la sensibilità verso gli altri oppure se si tratta di pura convenienza.

    Un altro elemento interessante della ricerca è quello che riguarda invece le persone invidiose. In questo caso, cioè, esiste la probabilità che il sentimento negativo diventi motivo di stimolo per migliorare se stessi pur di assomigliare di più a coloro di cui si è gelosi. Una conclusione sicuramente curiosa e complessa che merita ulteriori indagini.