Malattie a trasmissione sessuale: finita la sindrome AIDS, torna a farsi viva la sifilide

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    Malattie a trasmissione sessuale: finita la sindrome AIDS, torna a farsi viva la sifilide

    Sembravano quasi debellate o in deciso declino, ma sono tornate con una forte incidenza. Sono le malattie a trasmissione sessuale (o Mst), prima fra tutte la rediviva sifilide, che hanno ripreso la loro azione contagiosa tra la popolazione italiana. Il motivo principale di questi nuovi focolai va ricercato nel diminuito timore nei confronti delle malattie stesse. Gli anni ’80 e ’90 sono stati scanditi da una forte sensibilizzazione dei giovani verso le malattie sessuali, principalmente l’AIDS. I dati positivi che si sono susseguiti negli anni hanno sì testimoniato una decisa riduzione dei casi di infezione, ma hanno anche provocato un abbassamento dei livelli di guardia. Soprattutto per le nuove generazioni, che non hanno piena coscienza dei pericoli associati alle Mst.

    Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università Cattolica di Roma, però, non sono solo i più giovani ad essere colpiti dalla nuova ondata di infezioni. La diffusione della sifilide, ad esempio, è aumentata di quasi il 200%, nel periodo 2000/2006, tra le persone di età compresa fra i 25 ed i 64 anni, mentre del 143% nella fascia 15-24. La gonorrea presenta invece un andamento diverso, con un aumento quasi quadruplo nella fascia di età inferiore (15-24) rispetto a quella superiore (25-64). Questo fenomeno, spiegano i ricercatori, ha le sue origini in una sempre minore adozione del preservativo sia da parte dei ragazzi che da parte degli adulti. In situazioni di sesso occasionale, infatti, i primi, non avendo particolare coscienza della pericolosità delle malattie sessualmente trasmissibili, tendono a sottovalutare ogni eventuale pericolo, mentre i secondi si adagiano sulla falsa convinzione che i contagi avvengano principalmente fra i giovani.

    Ci si trova così in una situazione paradossale, se vogliamo: la prevenzione fatta negli anni passati è diventata un’arma a doppio taglio, che ha portato maggiore sicurezza ma al tempo stesso ha ridotto le responsabilità personali.