Mangiare fuori casa: i pasti veloci e malsani dei lavoratori

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    Mangiare fuori casa: i pasti veloci e malsani dei lavoratori

    Chi lavora mangia fuori casa 1 volta su 4, in media. E si ingozza di cibi che non fanno bene alla salute, perché la maggior parte delle volte si tratta di alimenti non equilibrati e divorati in brevissimo tempo. E’ questo il quadro delle abitudini alimentari dei lavoratori del nostro Paese dipinto da Claude Fischler del Centro Edgar Morin. Uno studio commissionato dal Barilla Center for Food & Nutrition, di cui si è discusso a Milano durante il secondo Forum Internazionale sull’Alimentazione . Le cifre sono quelle di un fenomeno in forte crescita: mangiare al bar o in ufficio, spesso fuori orario e con la fretta di tornare al proprio impiego sono le caratteristiche della nuova dieta di molti italiani.

    Del desk eating come abitudine alimentare diffusa ma da evitare ne avevamo già parlato qualche settimana fa. Ma è solo un esempio tra le diverse tendenze che stanno prendendo piede tra chi sottovaluta i rischi legati allo squilibrio nutrizionale. Vediamo in dettaglio i risultati della ricerca appena condotta: Lontano da casa si consumano circa 25,5 milioni di pasti su un totale di 105 milioni. Nella stragrande maggioranza dei casi, il 67%, si tratta del pranzo che così batte la cena. Se è vero che l’abitudine è principalmente diurna, questa però non avviene negli orari previsti: solo nel 30% dei casi si fa tra le 13 e le 14. Considerando tutti i pasti, anche quelli consumati a casa, la compagnia più diffusa sono i familiari, 71%, seguiti da amici e colleghi oppure da soli, entrambi 16%.

    Come già anticipato, lo studio ha pure indagato la velocità. Quando non si è seduti attorno al tavolo della propria cucina, nel 9% dei casi si butta giù il piatto caldo o il panino in meno di 10 minuti. Il 14% di questi pasti, inoltre, avviene in pieni mentre il 15% da seduti magari su una panchina o uno sgabello del bar ma mai al tavolo. Le conseguenze di una nutrizione troppo rapida le conosciamo già: altro che recuperare tempo per rimetterci al lavoro, ad attenderci troviamo solo una profonda sonnolenza diurna!